Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, ha dichiarato di non credere alle affermazioni di Mosca secondo cui l’Ucraina avrebbe colpito con droni una residenza del leader russo. “Non penso che quell’attacco sia avvenuto”, ha detto Trump, aggiungendo che “al momento nessuno sa” se le accuse russe, smentite da Kiev, siano fondate. La Russia aveva accusato l’Ucraina di aver lanciato nella notte tra il 28 e il 29 dicembre 91 droni contro una residenza di Vladimir Putin situata nella zona di Valdai, tra Mosca e San Pietroburgo, un’area altamente sorvegliata. Kiev ha respinto l’accusa definendola una “menzogna” utile a giustificare nuove offensive e a minare i tentativi di dialogo diplomatico. Nonostante i dubbi sollevati da Paesi europei ed esperti internazionali, il Cremlino ha avvertito che le presunte conseguenze dell’attacco comporterebbero un indurimento della posizione negoziale russa. Il ministero della Difesa di Mosca ha diffuso un video che mostrerebbe i resti di un drone con una carica esplosiva, accompagnato da una mappa delle traiettorie e da una testimonianza attribuita a un residente della zona, nel tentativo di rafforzare la propria versione dei fatti.
Sul terreno, intanto, la notte è stata segnata da nuovi bombardamenti russi sull’Ucraina. Missili e droni hanno colpito Kiev e le aree circostanti, causando almeno due morti, mentre l’allarme missilistico è stato esteso a tutto il Paese. Il sindaco della capitale, Vitali Klitschko, ha annunciato che la difesa aerea è entrata in funzione invitando la popolazione a restare nei rifugi. Attacchi sono stati segnalati anche su Kharkiv, dove le autorità locali parlano di almeno sei vittime, e su diverse regioni, tra cui Chernihiv, Sumy, Poltava e Dnipropetrovsk, attraversate da gruppi di droni russi.
Operazioni in profondità
Parallelamente, Kiev ha intensificato le operazioni in profondità sul territorio russo. Droni ucraini hanno raggiunto la città di Yelets, nella regione di Lipetsk, provocando un incendio in una zona industriale che ospita una fabbrica di batterie dell’azienda Energiya, considerata strategica per il ministero della Difesa russo. A Mosca, secondo il sindaco Sergei Sobyanin, la contraerea avrebbe abbattuto 36 droni diretti verso la capitale. L’attacco ha portato alla chiusura temporanea di tre dei quattro aeroporti moscoviti — Vnukovo, Domodedovo e Zhukovsky — con la cancellazione di circa 200 voli prima della ripresa del traffico. Nella regione di Kursk, le autorità locali hanno segnalato che oltre undicimila persone sono rimaste senza elettricità dopo attacchi ucraini contro infrastrutture energetiche.
Sul piano politico, il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ha alzato ulteriormente i toni, paragonando il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Nicolás Maduro, in un messaggio dal chiaro intento polemico. Zelensky, dal canto suo, ha ribadito che l’Ucraina si prepara a due scenari alternativi: la diplomazia o un’ulteriore difesa attiva. “L’Ucraina cerca la pace, ma non cederà la propria forza a nessuno”, ha scritto su Telegram, sottolineando che un rafforzamento militare resterà necessario se la pressione dei partner sulla Russia dovesse rivelarsi insufficiente.
In questo contesto, lo sguardo è rivolto anche alla diplomazia europea. Domani a Parigi è previsto un nuovo vertice dei cosiddetti “Volenterosi”, mentre Kiev insiste sulla necessità di un sostegno costante da parte degli alleati occidentali. Tra smentite, bombardamenti e accuse incrociate, il conflitto continua così a muoversi su un doppio binario, militare e politico, con prospettive di de escalation ancora fragili.



