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Casa ed efficienza energetica, Cna: “Servizi di supporto alle famiglie decisivi per colmare il gap tra intenzioni e risorse”

Riqualificazione energetica, la Confederazione: informazione, accompagnamento e credito per aiutare le famiglie a investire nella casa
lunedì, 5 Gennaio 2026
3 minuti di lettura

Servizi informativi dedicati, sportelli territoriali e strumenti digitali per accompagnare le famiglie nella scelta degli interventi, delle imprese qualificate e nell’accesso agli incentivi. È da qui che, secondo Cna, deve partire una strategia efficace per sostenere la riqualificazione energetica del patrimonio abitativo e ridurre la distanza tra la volontà di investire e le reali possibilità economiche dei nuclei familiari. Una distanza che emerge con chiarezza dall’indagine realizzata da Nomisma per Cna: sono circa 11 milioni le famiglie italiane (il 54% del totale) che nei prossimi tre anni intendono effettuare interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico della propria abitazione, ma ben 4,7 milioni non dispongono delle risorse finanziarie necessarie per farlo. I bonus edilizi svolgono quindi una funzione sociale fondamentale, consentendo anche alle famiglie economicamente più fragili di migliorare l’efficienza energetica delle case, ridurre il costo delle bollette e contribuire agli obiettivi della transizione green. Non a caso l’82% delle famiglie indica la capacità di reddito come una delle leve principali per stimolare nuovi interventi.
L’indagine evidenzia inoltre che 4 famiglie su 10 (pari a 4,4 milioni) dispongono di meno di 20mila euro per realizzare lavori di ristrutturazione. Oltre il 35% giudica il proprio reddito appena sufficiente, mentre un ulteriore 7,6% lo considera insufficiente.

Serve un piano nazionale

In questo contesto pesa anche l’assenza di segnali concreti da parte del Governo sul piano nazionale di ristrutturazioni, indispensabile per il pieno recepimento della direttiva europea sulle “case green”. Un elemento chiave per garantire certezza programmatica a famiglie e imprese, soprattutto a fronte di scadenze europee sempre più ravvicinate.

Bonus edilizi

Secondo Cna, i bonus edilizi restano determinanti per sostenere gli investimenti, in particolare quelli legati all’efficientamento energetico. Il report Nomisma stima che, qualora nel 2026 entrassero in vigore le riduzioni delle agevolazioni previste dalla precedente legge di bilancio – dal 50% al 36% per l’abitazione principale e al 30% per le altre – circa 2,4 milioni di famiglie rinuncerebbero agli interventi, con un mancato investimento pari a 71,2 miliardi di euro.

Riduzione consumi energetici

Un volume di investimenti che, se confermato, genererebbe un incremento di valore aggiunto di 87,5 miliardi e, sul piano ambientale, una riduzione dei consumi energetici pari a circa il 3,6% del settore residenziale, con un risparmio medio annuo in bolletta di 361 euro a famiglia.

Evitare una brusca frenata

La conferma anche per il prossimo anno della detrazione al 50% consentirebbe quindi di evitare una brusca contrazione della domanda, che è attualmente in fase di assestamento. Per il 2025 si prevede una spesa complessiva di circa 50 miliardi di euro, in calo del 29% rispetto all’anno precedente ma ancora su livelli nettamente superiori al periodo pre-Covid (28 miliardi nel 2014-2019).

Le incertezze da colmare

Dal lato delle imprese associate a Cna, l’indagine segnala che alle difficoltà legate alla flessione della domanda si aggiungono la crescente carenza di manodopera qualificata, l’aumento dei costi delle materie prime e, soprattutto, l’incertezza normativa e fiscale. In assenza di un quadro stabile degli incentivi, le imprese non sono in grado di programmare attività e investimenti. Il 2025 dovrebbe chiudersi con un calo di fatturato e ordini intorno al 3%.

Sistema incentivi stabili

Per rilanciare il mercato della riqualificazione energetica, il report Cna propone un sistema di incentivi stabile e di medio-lungo periodo: agevolazioni garantite per 5-10 anni con una detrazione non inferiore al 50%, meccanismi premiali per gli interventi con maggiori risultati in termini di efficienza, criteri di progressività legati al reddito e la possibilità di cessione del credito per favorire le famiglie a reddito medio-basso.

Dedicare nuovi strumenti finanziari

In questo quadro è indispensabile anche un ruolo più attivo del sistema bancario, chiamato a sviluppare prodotti finanziari dedicati – come mutui green, prestiti ponte e linee di credito calibrate sul reddito e sul risparmio energetico atteso – per coprire la quota di investimento non finanziata dagli incentivi pubblici. Il report suggerisce inoltre la promozione di strumenti finanziari innovativi, come i contratti EPC (Energy Performance Contract), nei quali soggetti terzi finanziano gli interventi recuperando l’investimento attraverso una quota dei risparmi energetici ottenuti, e la creazione di fondi di investimento green dedicati alla riqualificazione del patrimonio residenziale.

Più servizi di supporto alle famiglie

A completamento del quadro, Cna sottolinea la necessità di rafforzare i servizi di supporto alle famiglie, attraverso un portale web nazionale e una rete di sportelli fisici sul territorio, per orientare cittadini e proprietari nella scelta degli interventi, delle imprese e dei professionisti qualificati e nella gestione delle pratiche per l’accesso agli incentivi. Uno strumento essenziale per trasformare le intenzioni in investimenti concreti.

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