È a dir poco terribile il bilancio, purtroppo ancora provvisorio, della tragedia avvenuta nella notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, dove un’esplosione seguita da un incendio ha distrutto il bar ʼLe Constellationʼ durante un veglione affollato in gran parte da giovani. Nella serata di ieri il numero delle vittime è salito a 47 nel corso della giornata, mentre i feriti sono circa 115, molti dei quali con ustioni estese. Le autorità elvetiche, attraverso la Polizia Cantonale vallesana, hanno escluso la pista dolosa: secondo le prime ricostruzioni l’incendio potrebbe essere stato provocato da un petardo esploso contro il controsoffitto del locale provocando un flashover, un fenomeno che comporta il passaggio improvviso da un incendio localizzato a un incendio generalizzato in ambienti chiusi. In queste condizioni, il rapido accumulo di calore e gas combusti sotto il soffitto può portare all’accensione simultanea di più materiali, con una propagazione violenta delle fiamme e una o più esplosioni.
Altra ricostruzione
Secondo ulteriori ricostruzioni l’incendio potrebbe essere partito da alcune candeline di compleanno accese dallo staff su bottiglie di champagne poco prima della mezzanotte.
Secondo i media locali, l’origine del rogo potrebbe essere collegata anche all’uso di fuochi d’artificio. Le autorità cantonali hanno spiegato che la tragedia sarebbe stata provocata da un flashover, un fenomeno che comporta il passaggio improvviso da un incendio localizzato a un incendio generalizzato in ambienti chiusi. In queste condizioni, il rapido accumulo di calore e gas combusti sotto il soffitto può portare all’accensione simultanea di più materiali, con una propagazione violenta delle fiamme e una o più esplosioni. Gli esperti hanno spiegato ai media svizzeri che, in caso di flashover, le possibilità di sopravvivenza risultano estremamente ridotte, con gravi rischi anche per i soccorritori.
La festa si svolgeva nel seminterrato del pub. L’unica via di fuga era una scala stretta, che non ha consentito un deflusso rapido delle oltre cento persone presenti. Alcuni partecipanti hanno cercato di aprirsi un’uscita rompendo una finestra. Testimonianze raccolte dall’emittente francese Bfm hanno raccontato di una fuga precipitosa, con le fiamme che si sono propagate in pochi minuti dal piano inferiore a quello superiore. I soccorsi sono arrivati rapidamente, ma per molte persone non c’è stato nulla da fare.
Italiani coinvolti
Sul fronte del coinvolgimento italiano l’Ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado ha fornito al Tg1 delle ore 20 un aggiornamento che ha sostituito i dati diffusi nelle ore precedentiche erano ancora più drammatici: “Sono sei gli italiani dispersi e tredici i feriti”, le sue parole, per poi precisare che le verifiche sono ancora in corso e che l’identificazione completa delle persone coinvolte richiede tempo.
I feriti italiani risultano ricoverati in diversi ospedali svizzeri. Tre di loro sono già stati trasferiti in Italia, mentre per altri si valuta il rimpatrio nelle prossime ore, compatibilmente con le condizioni cliniche. Le segnalazioni di dispersi provengono dalle famiglie che si sono rivolte al consolato italiano a Ginevra, dopo aver perso i contatti con i propri congiunti presenti al veglione.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato l’impegno della Farnesina nel seguire caso per caso la situazione dei connazionali coinvolti, spiegando di aver parlato direttamente con familiari di ragazzi feriti e con genitori che non riescono ancora a rintracciare i figli.
Trasferimenti sanitari e assistenza
L’Italia ha attivato immediatamente la propria rete di emergenza sanitaria. Tre feriti con ustioni gravi sono stati trasferiti allʼOspedale Niguarda di Milano, centro di riferimento per i grandi ustionati. L’ospedale di Novara è stato messo a disposizione per eventuali ulteriori trasferimenti.
L’Assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso ha spiegato che i pazienti arrivati a Milano sono intubati e in condizioni serie, ma stabili. Il Centro grandi ustioni ha richiamato tutto il personale e reso disponibili 18 posti letto.
Il Governo segue l’evolversi della situazione
Il Governo italiano segue l’evolversi della vicenda minuto per minuto. Tajani ha riferito di contatti costanti con il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che segue personalmente il dossier. Palazzo Chigi ha espresso cordoglio “a titolo personale e a nome del Governo” e ha ringraziato la Protezione civile per l’immediata operatività. Il Ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha dichiarato che l’Italia è pronta a mobilitare le proprie strutture qualora le autorità svizzere ne facessero richiesta formale. Il Capo dello stato Sergio Mattarella ha inviato un messaggio al Presidente della Confederazione Svizzera Guy Parmelin per esprimere “profonda tristezza” per l’accaduto e rivolgendo un pensiero alle famiglie delle vittime e ai feriti. Parmelin, recatosi a Crans-Montana, ha definito l’incendio “fra le peggiori tragedie che il nostro Paese abbia mai conosciuto”.
Messaggi di cordoglio, tra i tantissimi, sono arrivati anche dalla Segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, dal Presidente della Camera Lorenzo Fontana e dal Presidente del Senato Ignazio La Russa.
Indagini e supporto alle famiglie
Le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio la dinamica dell’esplosione e dell’incendio. L’identificazione delle vittime risulta complessa e richiederà tempo. Per i familiari delle persone coinvolte è stato allestito un punto di accoglienza presso il centro congressi Regent di Crans-Montana, con il supporto di psicologi e personale specializzato. Sul posto operano l’ambasciata italiana e il consolato generale, mentre la Farnesina ha attivato a Roma l’Unità di Crisi per coordinare l’assistenza ai connazionali.




