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L’appello di Papa Leone XIV e Mattarella: “La pace come unica via”

Da San Pietro e dal Quirinale un messaggio condiviso all’inizio dell’anno: contro guerre e instabilità serve un cambio di rotta morale e politico. Il Pontefice alla Messa per la Giornata Mondiale della Pace: “Il mondo non si salva affilando le spade”. Il Capo dello Stato: “È un cammino faticoso, ma necessario”
venerdì, 2 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

Leone XIV e Sergio Mattarella hanno lanciato ieri un messaggio comune e forte all’inizio del nuovo anno: la pace resta l’unica strada possibile per il futuro dell’umanità. Dalla Basilica di San Pietro e dal Quirinale eʼ giunto un appello che intreccia dimensione spirituale, responsabilità morale e impegno politico, in un tempo segnato da guerre, instabilità e nuove minacce globali.Al centro della giornata la celebrazione della Messa per la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e per la 59esimaGiornata Mondiale della Pace. Il Papa ha presieduto la liturgia nella Basilica Vaticana e ha pronunciato un’omelia densa di richiami evangelici e civili, costruita attorno a un’affermazione destinata a segnare questo inizio d’anno: “Il mondo non si salva affilando le spade, giudicando, opprimendo o eliminando i fratelli”.

Nel suo intervento il Pontefice ha sviluppato il tema scelto per la Giornata Mondiale della Pace, ʼLa pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmanteʼ. Un’espressione che sintetizza la sua visione: la pace non nasce dalla forza, né dall’intimidazione, ma da una profonda conversione del cuore e delle relazioni umane.

Fragili come bambini

Il Santo Padre ha ricordato che Dio stesso si presenta all’umanità in forma disarmata, fragile come un bambino. In questa scelta, ha spiegato, si rivela uno dei tratti fondamentali del volto di Dio: la gratuità totale dell’amore. Da qui discende un’indicazione chiara per il mondo contemporaneo, chiamato a sostituire la logica dello scontro con quella dell’accoglienza, del perdono e della comprensione reciproca. “Bisogna accogliere tutti, senza calcoli e senza paura”, ha affermato il

Santo Padre, indicando una prospettiva che riguarda non solo i singoli credenti, ma anche le comunità, le istituzioni e gli Stati. La pace, secondo il Vescovo di Roma, non coincide con l’assenza momentanea di conflitti, ma con la costruzione quotidiana di rapporti giusti, fondati sulla dignità di ogni persona.

Durante la celebrazione una preghiera dei fedeli ha invocato il dono della pace per tutti i popoli. Il testo ha chiesto a Dio di allontanare l’orrore della guerra e di far tacere il rumore delle armi. La lettura in più lingue, tra cui il cinese, ha rafforzato il carattere universale dell’invocazione e ha ricordato che nessuna regione del mondo resta estranea alle ferite dei conflitti. Il Papa ha collegato il messaggio della pace alla figura di Maria, Madre di Dio, proposta come esempio di fiducia e di libertà consegnata interamente al bene. In Maria, ha spiegato, si incontrano due realtà disarmate: Dio che rinuncia a ogni privilegio e la persona umana che risponde con un sì pieno e consapevole. Da questo incontro nasce una pace che non impone, ma trasforma.

“La pace è l’unico percorso che meriti di essere intrapreso”

Alle parole del Pontefice ha risposto il messaggio del Presidente della Repubblica he ha riconosciuto nel magistero di Papa Leone XIV una guida autorevole per il tempo presente. Il Capo dello Stato ha sottolineato come la voce del Papa contribuisca al risveglio delle coscienze, soprattutto quando la guerra torna a mostrarsi come realtà concreta o come minaccia plausibile per la vita quotidiana dei popoli. Mattarella ha ribadito che la pace richiede amore, giustizia e solidarietà e che la sua sede primaria resta il cuore di ogni persona, indipendentemente dalla fede professata. Ha definito il cammino verso la pace come un percorso incessante e faticoso, ma anche come l’unico degno di essere seguito, ieri come oggi.

Nel suo messaggio il Presidente ha richiamato la storica invocazione di Paolo VI all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il celebre “Mai più la guerra” e ha osservato come il mondo attuale affronti una molteplicità di conflitti, con attori e modalità sempre più complesse. Questa realtà, ha scritto, rende ancora più necessario il dialogo tra popoli e civiltà e impone una rinnovata attenzione alle disuguaglianze sociali, al cambiamento climatico e all’impatto delle tecnologie emergenti.

L’Italia, ha ricordato Mattarella, ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, secondo il dettato della Costituzione. Su questa base, il Paese resta impegnato nella composizione dei conflitti, nel sostegno alle popolazioni colpite da crisi umanitarie e nella difesa di un ordine internazionale fondato sul diritto.

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