Da oggi la Bulgaria diventa membro a pieno titolo dell’area euro, completando un percorso di integrazione europea avviato il 1° gennaio 2007 con l’adesione all’Unione Europea. Con l’ingresso nella moneta unica, l’euro sostituisce ufficialmente il lev bulgaro, valuta nazionale introdotta nel 1880. Il lev nacque ancorato al franco d’oro francese e, dopo una fase iniziale di circolazione affiancata da monete straniere, divenne l’unica valuta legale dal 1886. Prima della Prima guerra mondiale fu considerato una moneta stabile e convertibile in Europa, grazie all’adesione della Bulgaria all’Unione monetaria latina. Nel corso del tempo, il lev attraversò fasi di sospensione e ripristino del gold standard, crisi belliche e inflazione, fino alla svolta del 1997 con l’introduzione del currency board: prima l’aggancio al marco tedesco, poi, dal 1999, all’euro.
La storia monetaria bulgara è segnata anche da una ricca tradizione numismatica. Le prime monete furono coniate all’estero già nel XIX secolo; celebri le emissioni in oro di fine Ottocento e inizio Novecento, oggi molto ricercate dai collezionisti. Negli ultimi anni, l’interesse per queste monete è cresciuto ulteriormente, anche in vista dell’ingresso nell’euro.
Sistema stabilizzato
Parallelamente si è sviluppata la storia delle banconote, emesse dalla Banca Nazionale Bulgara a partire dal 1885 e inizialmente garantite dall’oro. Dopo il 1944 e soprattutto dopo la crisi economica del 1996-1997, i tagli aumentarono drasticamente, prima della riforma monetaria che stabilizzò il sistema.




