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Zelensky: crediamo nella pace. Putin: “crediamo nella vittoria”

Fine anno senza de-escalation: due narrazioni opposte sul conflitto Video su Telegram mostra i rottami dei droni intorno la residenza del leader russo. Kiev smentisce. Kallas: accuse infondate
giovedì, 1 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

Nel messaggio di fine anno, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha insistito su una linea opposta a quella del Cremlino. “Crediamo nella pace, lottiamo per essa e lavoriamo per renderla realtà”, ha detto, ringraziando i difensori ucraini e richiamando l’unità nazionale, la memoria e l’umanità come strumenti di resistenza. Parole che contrastano con il discorso pronunciato da Putin, che nel suo intervento di Capodanno ha ribadito la fiducia nella vittoria russa, rivolgendosi in particolare ai soldati impegnati nell’“operazione militare speciale” e sottolineando l’unità del popolo russo attorno all’esercito. Il nuovo anno si apre con un conflitto ancora lontano da una svolta decisiva, sospeso tra tentativi di negoziato, escalation militare e una guerra di narrazioni che accompagna, senza attenuarsi, quella combattuta sul campo. I messaggi di Capodanno dei leader ucraino e russo riflettono due narrazioni opposte del conflitto. Mosca e Kiev hanno scandito il passaggio al 2026 rilanciando parole d’ordine contrapposte: vittoria per la Russia, pace per l’Ucraina.

L’accusa di Mosca

Nella notte tra il 28 e il 29 dicembre, il ministero della Difesa russo ha diffuso immagini dei rottami di un drone che, secondo Mosca, sarebbe stato diretto verso la residenza del presidente Vladimir Putin nella regione di Novgorod. Nel video, rilanciato anche dal ministero degli Esteri, un militare afferma che si tratterebbe di un drone ucraino “Chaklun-V”, lanciato dalle regioni di Sumy e Chernihiv e abbattuto dalla difesa aerea, carico di circa sei chili di esplosivo. La Russia ha definito l’episodio un “attacco terroristico” del regime di Kiev, ma al momento non esistono conferme indipendenti della ricostruzione fornita da Mosca. L’Ucraina ha respinto le accuse, parlando di una messa in scena priva di prove. L’Alta rappresentante dell’Unione europea per la politica estera, Kaja Kallas, ha definito le affermazioni russe “una deliberata distrazione”, accusando il Cremlino di voler ostacolare i progressi verso la pace e ricordando che è Mosca ad aver colpito indiscriminatamente infrastrutture e civili fin dall’inizio della guerra. Anche gli Stati Uniti hanno adottato una linea prudente: il rappresentante americano all’Onu Matthew Whitaker ha annunciato che Washington analizzerà le informazioni di intelligence, definendo tuttavia “sconsiderata” un’eventuale azione ucraina contro la residenza di Putin.

L’allarme di Kiev

In questo contesto, Kiev ha lanciato un nuovo allarme politico. L’intelligence ucraina sostiene che il Consiglio della Federazione russa abbia approvato una risoluzione che codifica una strategia di lungo periodo basata su una “conflittualità prolungata con l’Occidente”, attribuendo alla Nato e al “collettivo occidentale” la responsabilità delle tensioni globali e puntando alla costruzione di un ordine mondiale alternativo. Le sanzioni, secondo Mosca, vengono considerate una realtà strutturale, alla quale rispondere con adattamenti economici e finanziari.

Le posizioni europee e l’inasprimento della retorica russa

Dal fronte europeo sono arrivate prese di posizione nette. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha definito la guerra russa una minaccia diretta alla libertà e alla sicurezza dell’Europa, mentre il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha ribadito che l’Italia continuerà a sostenere Kiev “finché necessario”, pur auspicando una soluzione diplomatica. Sul versante russo, la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova ha attaccato duramente l’Occidente e Zelensky, con toni aggressivi che confermano il clima di radicalizzazione dello scontro.

Il fronte militare

Sul terreno, le ostilità sono proseguite senza tregua. Le autorità ucraine hanno denunciato attacchi russi con droni su Odessa e sulla regione circostante, con infrastrutture energetiche e residenziali colpite e diversi feriti, tra cui bambini. A Zaporizhzhia è stata colpita un’infrastruttura industriale, mentre nella regione di Donetsk un civile è morto sotto il fuoco dell’artiglieria russa a Kostiantynivka. Mosca ha a sua volta riferito di aver abbattuto decine di droni ucraini, molti dei quali sul Mar Nero, e di nuovi attacchi contro obiettivi nelle regioni di Bryansk, Lipetsk e Crimea. Un raid di droni ha colpito anche la città russa di Tuapse, sul Mar Nero, provocando due feriti e danni a case e strutture portuali.

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