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Gaza, rimprovero della Casa Bianca a Netanyahu: “Violato il cessate il fuoco”

lunedì, 15 Dicembre 2025
1 minuto di lettura

La Casa Bianca avrebbe inviato un duro rimprovero al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dopo l’attacco israeliano di sabato contro Ra’ad Sa’ad, comandante di Hamas. A riferirlo è il portale Axios, che cita due funzionari statunitensi a conoscenza diretta delle comunicazioni tra Washington e Tel Aviv. Secondo una delle fonti, il messaggio recapitato a Netanyahu sarebbe stato esplicito: “Se vuoi rovinarti la reputazione e dimostrare di non rispettare gli accordi, accomodati pure, ma non ti permetteremo di rovinare la reputazione del presidente Trump dopo che ha mediato l’accordo a Gaza”. Per l’amministrazione statunitense, l’operazione militare israeliana rappresenterebbe una violazione del cessate il fuoco raggiunto nei giorni precedenti.
Sempre secondo Axios, la linea dura della Casa Bianca rifletterebbe una crescente irritazione nei confronti del governo israeliano. I due funzionari hanno riferito che il segretario di Stato Marco Rubio, l’inviato speciale Steve Witkoff e il consigliere per il Medio Oriente Jared Kushner sarebbero “stufi” dell’atteggiamento di Netanyahu. In particolare, Witkoff e Kushner sarebbero contrariati dall’inflessibilità israeliana su diverse questioni legate a Gaza e al processo di de-escalation.

Contesto delicato

L’indiscrezione emerge a circa due settimane dall’incontro previsto tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu a Mar-a-Lago, in Florida, in programma per la fine di dicembre. Un appuntamento che si inserisce in un contesto diplomatico delicato, nel quale Washington punta a consolidare il cessate il fuoco e a rilanciare una prospettiva di stabilizzazione regionale. Secondo la Casa Bianca, Israele starebbe “inutilmente irritando” i potenziali partner arabi, compromettendo gli sforzi per aprire una nuova fase di cooperazione e pace dopo la guerra a Gaza. L’amministrazione Trump, scrive Axios, non avrebbe intenzione di abbandonare l’obiettivo di una normalizzazione più ampia dei rapporti in Medio Oriente, ma non sarebbe disposta a sostenere iniziative percepite come provocatorie.
Un funzionario statunitense citato dal portale ha osservato che “negli ultimi due anni Netanyahu si è trasformato in un paria globale”, invitandolo a interrogarsi sui segnali di isolamento diplomatico. Tra questi, il rifiuto del presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sisi di incontrarlo e il fatto che, a cinque anni dagli Accordi di Abramo, il premier israeliano non sia stato ancora invitato negli Emirati Arabi Uniti.

Nessuno spreco di tempo

L’amministrazione Trump sta lavorando duramente per risolvere la situazione”, ha aggiunto la fonte, avvertendo però che, in assenza di passi concreti verso la de-escalation, Washington non intende “sprecare tempo” nel tentativo di estendere gli Accordi di Abramo.
Ulteriori motivi di frizione riguarderebbero la situazione in Cisgiordania. Secondo un alto funzionario americano, la Casa Bianca sarebbe contrariata dalla violenza dei coloni israeliani, ritenuta un fattore di instabilità e un ostacolo ai rapporti con il mondo arabo. “Gli Stati Uniti non chiedono a Netanyahu di compromettere la sicurezza di Israele”, ha precisato il funzionario, “ma di evitare misure che vengano percepite come provocazioni”.

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