Sabato sera, un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione in un bar di Tula, nel Messico centrale, aprendo il fuoco sui clienti. Il bilancio è tragico: almeno sette persone uccise e cinque ferite gravemente, secondo quanto riferito dalla polizia locale. L’attacco è avvenuto intorno alle 22, in un locale frequentato da giovani e famiglie. Quattro delle vittime sono morte sul posto, mentre le altre tre sono decedute durante il trasporto in ospedale. Le autorità non hanno ancora identificato tutti i responsabili, ma si sospetta il coinvolgimento di gruppi criminali legati al narcotraffico, attivi nella regione di Hidalgo. Secondo testimoni, gli aggressori sono arrivati a bordo di due veicoli, armati di fucili automatici, e hanno sparato senza preavviso. Il bar è stato completamente evacuato, mentre le forze dell’ordine hanno avviato una vasta operazione di ricerca nei dintorni. Nessun arresto è stato ancora confermato. Il governatore dello Stato ha condannato l’attacco, definendolo “un atto di barbarie che non resterà impunito”. Intanto, la comunità locale è sotto shock: il bar era considerato un punto di ritrovo sicuro, lontano dalle tensioni che affliggono altre zone del Paese. L’episodio riaccende i riflettori sulla violenza in Messico, dove oltre 30.000 omicidi vengono registrati ogni anno, molti dei quali legati a conflitti tra cartelli. Tula, pur non essendo tra le città più colpite, sembra ora entrare in una spirale di insicurezza che preoccupa residenti e autorità. Le famiglie delle vittime hanno chiesto giustizia e maggiore protezione, mentre le indagini proseguono tra silenzi e timori di ritorsioni. Il bar resterà chiuso fino a nuovo ordine, in attesa di chiarimenti da parte della procura.



