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Gaza isolata, Israele chiude i valichi e continua i raid. Ancora violenze dei coloni in Cisgiordania

Onu denuncia “esecuzioni sommarie”, condanna unanime di Italia, Francia, Germania e Regno Unito. Hezbollah chiede al Papa di condannare gli attacchi al Libano
domenica, 30 Novembre 2025
2 minuti di lettura

La crisi in Medio Oriente ha vissuto una nuova giornata di tensioni. A Gaza, l’esercito israeliano ha chiuso i valichi con l’Egitto e la Striscia, bloccando l’ingresso degli aiuti umanitari attraverso Kerem Abu Salem e Auja. La Mezzaluna Rossa egiziana ha riferito che decine di camion sono rimasti fermi nell’area di Rafah, mentre giovedì erano riusciti a entrare nella Striscia solo 380 mezzi del convoglio umanitario egiziano. Le organizzazioni umanitarie avvertono che la chiusura rischia di aggravare una situazione già critica: l’inverno, le scarse forniture di carburante e la lentezza nel passaggio degli aiuti stanno lasciando la popolazione in condizioni “disperate”, ha denunciato la Croce Rossa Italiana. Sul terreno, continuano le azioni militari. Le Idf hanno reso noto di aver ucciso tre palestinesi nel sud della Striscia, in due episodi distinti avvenuti oltre la cosiddetta “Linea Gialla”, l’area controllata da Israele nella prima fase del cessate il fuoco. Secondo l’esercito, gli uomini avrebbero rappresentato “una minaccia immediata”, ma i media palestinesi sostengono che due delle vittime fossero minori. A Bani Suheila, inoltre, Al Jazeera ha riferito dell’uccisione di altri due adolescenti da parte dei militari israeliani, episodio sul quale l’Idf non ha commentato. In Cisgiordania esplode il caso di Jenin. Ieri sera sono stati rilasciati, dopo otto ore di interrogatorio, i tre agenti israeliani accusati di aver ucciso due palestinesi che si erano arresi durante un’operazione. Un video diffuso dal canale Al Ghad mostra i due uomini uscire con le mani alzate, sollevare la maglietta e sdraiarsi a terra, prima di essere nuovamente spinti nell’edificio e colpiti a distanza ravvicinata. L’Onu ha definito l’episodio una “sfacciata esecuzione sommaria”, mentre l’Autorità palestinese parla di “crimine di guerra deliberato”. Italia, Francia, Germania e Regno Unito hanno condannato anche i nuovi attacchi dei coloni contro i palestinesi in Cisgiordania.

Hezbollah avverte il papa e minaccia

Sul fronte libanese, cresce la tensione diplomatica in vista dell’arrivo di Papa Leone XIV. Hezbollah ha diffuso un messaggio in cui invita il Pontefice a “rifiutare l’aggressione israeliana” e ribadisce il proprio impegno alla “coexistence”, pur avvertendo che una nuova guerra con Israele resta “possibile”. Il leader Naim Qassem ha ricordato che il cessate il fuoco del novembre 2024 prevedeva il ritiro israeliano e il disarmo della milizia sciita, condizioni rimaste in larga parte disattese: l’Idf mantiene ancora cinque postazioni nel sud del Libano e continua i raid contro obiettivi di Hezbollah, che rifiuta di consegnare le armi. Il movimento sciita ha inoltre affermato di avere “il diritto di rispondere” all’uccisione del suo comandante Haitham Ali Tabatabai, colpito da un raid israeliano nei giorni scorsi. Intanto, da Roma, Global Sumud ha annunciato l’organizzazione di un convoglio umanitario via terra diretto a Gaza nel 2026: un’iniziativa che, secondo i promotori, metterà alla prova la reale apertura dei valichi prevista dall’accordo sostenuto dagli Stati Uniti.

Berlino a Gerusalemme

Sul piano diplomatico, Berlino ha confermato la visita del cancelliere tedesco Friedrich Merz in Israele il 6 e 7 dicembre. In agenda, un incontro con Benjamin Netanyahu per discutere del cessate il fuoco, della ripresa delle forniture di armi tedesche e della necessità di garantire un afflusso stabile di aiuti umanitari.

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