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Viktor Orban, Primo Ministro Ungheria, Vladimir Putin, Presidente Russia

Ucraina, Yermak lascia per accuse di corruzione. Rischi sul negoziato con gli Stati Uniti, Putin accetta la proposta di Orban

sabato, 29 Novembre 2025
1 minuto di lettura

In un momento di forte instabilità politica interna a Kiev, il fronte militare continua a bruciare risorse e fiducia, mentre il negoziato internazionale entra in una fase ancora più opaca e rischiosa. L’Ucraina affronta uno dei momenti più delicati dall’inizio dell’invasione russa. Andriy Yermak, potentissimo capo di gabinetto di Volodymyr Zelensky e principale negoziatore con Washington, si è dimesso dopo la perquisizione della sua abitazione nell’ambito di un’ampia indagine anticorruzione. Aveva 54 anni ed era considerato l’uomo più influente accanto al presidente, oltre che il volto del dialogo con gli Stati Uniti sul piano che dovrebbe chiudere quattro anni di guerra.
Zelensky lo ha ringraziato per la “posizione patriottica” mantenuta negli anni, ma ha spiegato che “non ci devono essere distrazioni” rispetto alla difesa del Paese. Yermak, deluso dall’assenza di sostegno, ha annunciato di voler andare al fronte “disgustato” dalla situazione. Le sue dimissioni arrivano due settimane dopo lo scandalo nel settore energetico e aprono una complicata fase di transizione.

Missione diplomatica

La missione diplomatica non si ferma. I colloqui con la delegazione americana saranno guidati dal segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Rustem Umerov. Zelensky ha indicato anche Andriy Hnatov, capo di Stato maggiore, e rappresentanti degli Esteri e dei servizi segreti come parte del nuovo team negoziale. Il presidente ha chiarito che gli incontri con Washington riprenderanno “a breve”.
Sul fronte internazionale le posizioni si irrigidiscono. Secondo il Telegraph, gli Stati Uniti sono pronti a riconoscere il controllo russo sulla Crimea e su altri territori occupati pur di chiudere un accordo. Steve Witkoff e Jared Kushner starebbero valutando di presentare la proposta direttamente a Vladimir Putin. Il presidente russo, durante un incontro a Mosca, ha accettato pubblicamente la proposta di Viktor Orban, di ospitare a Budapest un possibile vertice con gli Stati Uniti. Putin ha definito la posizione ungherese “equilibrata”. Il leader ungherese ha chiesto più volte che l’Ucraina diventi uno “Stato cuscinetto” tra Russia e Nato e considera “inevitabili” concessioni territoriali. Dal punto di vista europeo, ospitare un incontro tra Putin e Trump in un Paese membro considerato problematico come l’Ungheria di Viktor Orban significherebbe di fatto marginalizzare l’Unione dalle dinamiche del negoziato e ridurre ulteriormente il suo peso diplomatico sul dossier ucraino.
Intanto la guerra prosegue con violenza crescente. Un attacco russo con droni ha colpito la capitale provocando almeno un morto e undici feriti. Secondo le autorità ucraine sono stati colpiti nove siti in cinque diversi quartieri. Zelensky ha denunciato il lancio di “36 missili e quasi 600 droni”, diretti principalmente contro infrastrutture energetiche e aree residenziali. Il bilancio provvisorio parla di almeno tre morti e decine di feriti.

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