Si è svolta a Roma l’Assemblea nazionale di Noi Moderati, un appuntamento che ha visto la partecipazione del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e che ha rappresentato, per il partito guidato da Maurizio Lupi, un momento di verifica e di rilancio politico a due anni dalla nascita della formazione centrista. “Siamo nati solo due anni fa, cresciamo e ci radichiamo sui territori grazie a una classe dirigente importante”, ha dichiarato Lupi aprendo i lavori. Il leader ha rivendicato il percorso compiuto dalla sigla all’interno della coalizione di Centrodestra: “Una scommessa giocata insieme alla nostra leader, Giorgia Meloni, sapendo fin dall’inizio che il pluralismo è una ricchezza e che si governa, si vince o si perde insieme”.

Lupi ha ricordato come il partito avesse puntato, sin dalle prime uscite elettorali, a diventare la quarta componente politica della coalizione. Un obiettivo che, secondo i dati presentati, sarebbe stato raggiunto: “Alle elezioni regionali dall’inizio della legislatura, su 8 milioni e 647 mila voti validi, le nostre liste hanno raccolto oltre 241 mila preferenze, pari a circa il 2,9 per cento”. Numeri che, a un anno e mezzo dalle prossime Politiche, rappresentano per il presidente di Noi Moderati “uno stimolo ad aprirci ancora di più: la nostra casa è aperta a chi si riconosce nel nostro progetto”.
Lupi ha indicato nel prossimo referendum il primo banco di prova: “È un’occasione per crescere e aggregare nuove energie”.
Carfagna: «Siamo partiti da un seme”

Nella prima giornata dei lavori è intervenuta anche Mara Carfagna, Segretario del partito, che ha ricordato l’impegno assunto dodici mesi fa dal presidente Lupi: “Non saremo un cespuglio, saremo un seme”. Un’immagine che la dirigente ha rilanciato oggi come simbolo del cammino compiuto: “Questo seme è stato piantato, e lo abbiamo fatto nel solo modo possibile in politica: accettando la sfida del consenso”. Carfagna ha sottolineato come Noi Moderati abbia presentato il proprio simbolo in tutte le regioni andate al voto, con liste costruite “a mani nude e a testa alta”, forti dei propri valori e dei candidati messi in campo. Il risultato, ha ricordato, è frutto di un lavoro crescente: “Alle ultime sei Regionali abbiamo raccolto 120 mila voti, che diventano 156 mila considerando Molise, Umbria e Abruzzo, pari al 2 per cento. Un inizio incoraggiante”
Secondo il Segretario, l’obiettivo adesso è consolidare il radicamento territoriale e costruire una classe dirigente stabile e competente. “Il seme va fatto crescere — ha detto — e trasformato in un albero capace di dare frutti”.
Il rapporto con Meloni
Carfagna ha dedicato una parte significativa del suo intervento al ruolo di Noi Moderati nella coalizione e al rapporto con Giorgia Meloni: “Rafforzeremo il Centrodestra accanto al Presidente del Consiglio, che ringraziamo per il lavoro svolto: dalla gestione dei conti pubblici alla collocazione geopolitica del Paese, fino alle politiche su immigrazione, imprese e tutela dei diritti”. La dirigente ha definito “storico” il risultato ottenuto dal Governo con l’uscita dell’Italia dalla procedura d’infrazione europea, assicurando che il partito sosterrà l’esecutivo “con lealtà e rispetto”.
“Non ci troverà mai — ha concluso — dalla parte di chi, pur di piantare una bandierina, prova a metterla in difficoltà”.



