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Turbolenza politica a Kiev dopo le dimissioni di Yermak

sabato, 29 Novembre 2025
2 minuti di lettura

La guerra in Ucraina entra in una fase ancora più incerta dopo le dimissioni di Andriy Yermak, braccio destro del presidente Volodymyr Zelensky e principale negoziatore del piano di pace sostenuto dagli Stati Uniti. Yermak si è fatto da parte dopo una perquisizione nella sua abitazione da parte delle autorità anticorruzione nell ambito di una vasta inchiesta che coinvolge i vertici del potere e un presunto giro di mazzette legato al settore energetico. La scelta arriva in un momento delicatissimo. Yermak era la figura che teneva insieme il rapporto con Washington e il dossier sul piano in 28 punti che dovrebbe ridefinire i confini e la sicurezza dell Ucraina. Zelensky ha ringraziato il suo collaboratore e ha promesso di proseguire sulla strada delle riforme anticorruzione, tema decisivo anche per il percorso di adesione all Unione europea. La sua uscita di scena apre una fase di riorganizzazione ai vertici di Kiev e solleva interrogativi sulla continuità del fronte negoziale proprio mentre Mosca prova a sfruttare ogni crepa politica interna.

La guerra sul campo

Sul terreno intanto la Russia rivendica un successo simbolico e militare di primo piano. Vladimir Putin sostiene che le sue forze abbiano circondato la città di Pokrovsk, nodo strategico del Donetsk, e che circa il settanta per cento dell area urbana sia ormai sotto controllo russo. Kiev ammette che in quel settore i combattimenti sono tra i più intensi del fronte ma parla di resistenza in corso e smentisce un crollo delle difese.

Secondo i dati dello stato maggiore ucraino il settore di Pokrovsk resta quello con il numero più alto di scontri nelle ultime ventiquattro ore, con decine di assalti respinti e perdite da entrambe le parti. La caduta o meno della città non è solo un fatto tattico. Ridisegnerebbe gli equilibri nell intero Donetsk e darebbe al Cremlino un argomento in più per presentarsi al tavolo dei negoziati da posizione di forza.

Più a sud, nella regione di Zaporizhzhia, l attenzione resta puntata sull area di Huliaipole. Nelle scorse ore fonti ucraine hanno ammesso che un unità si è ritirata in modo non coordinato consentendo ai russi di entrare sul fianco delle linee di difesa, con alcuni soldati dati per dispersi. Il comando di Kiev però smentisce l esistenza di una vera breccia e parla di situazione tesa ma stabilizzata, con diversi attacchi respinti e tentativi di avanzata russa fermati alla periferia della città.

Il bilancio complessivo delle ultime ventiquattro ore conferma una guerra di logoramento. Secondo le autorità ucraine ci sono stati quasi 250 scontri lungo la linea del fronte, con bombardamenti aerei e uso massiccio di droni d attacco da parte russa, in particolare su Ternuvate, Huliaipole e altri centri dell oblast di Zaporizhzhia. Mosca dal canto suo insiste nel presentare una narrativa di avanzata lenta ma costante, con la conquista di villaggi nel Donetsk e nuovi passi avanti attorno a Pokrovsk e Myrnohrad.

Ue, disaccordi su asset russi

Mentre il fronte militare resta incandescente, si complica anche quello diplomatico ed economico. A Bruxelles il primo ministro belga Bart De Wever ha nuovamente messo in guardia i partner europei contro l uso degli asset russi congelati per finanziare l Ucraina. A suo avviso sequestrare in modo permanente quei fondi rischia di minare la fiducia degli investitori internazionali nell Unione e potrebbe perfino compromettere le possibilità di un futuro accordo di pace con Mosca.

L’Unione europea discute la creazione di un grande strumento finanziario a sostegno di Kiev, in parte garantito proprio dai beni sovrani russi immobilizzati nei suoi conti. Una soluzione che per molti governi appare quasi obbligata vista la fatica nel convincere opinioni pubbliche stanche e bilanci nazionali sotto pressione. Tuttavia le resistenze di Bruxelles e di altri paesi rischiano di rallentare il processo proprio mentre Washington spinge perché il dossier economico venga chiuso in parallelo al negoziato politico.

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