A 71 anni dalla scomparsa dello statista torna in primo piano la sua visione del Paese tra welfare, crescita economica e democratica
Settantuno anni fa si spegneva Alcide De Gasperi, statista trentino, fondatore della Democrazia Cristiana, di questo Giornale, primo Presidente del Consiglio dell’età Repubblicana. Tra i suoi grandi meriti quello di aver posto l’Italia nella Alleanza Atlantica, di essere stato tra i protagonisti della fondazione dell’Unione Europea, di aver promosso grandi riforme a sostegno del ceto medio, dei lavoratori e di aver messo in campo idee, progetti e realizzazioni per una Italia del dopo guerra che voleva riscattarsi dal fascismo e aprirsi alla libertà, alla crescita democratica, economica e civile. Tutto questo è stato realizzato in pochi anni mentre la storia dei moderati, dei cattolici che votavano e credevano nella DC ha dato stabilità, e benessere diffuso a tutto il Paese.
La Meloni e i moderati
Nel ricordare De Gasperi in questi giorni molti commentatori hanno sottolineato come il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni nel suo intervento al tradizionale appuntamento del Meeting di Rimini, organizzato da Comunione e Liberazione, abbia intessuto un discorso moderato, inclusivo, e pragmatico, nel solco di una visione Democristiana del Paese.

Giovanni Orsina, docente di storia contemporanea alla Luiss di Roma, sul Quotidiano Nazionale, evidenzia come il premier Giorgia Meloni, miri “ai cattolici come la Dc”; così come l’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi, che racconta il lungo e articolato periodo di Governo della Dc e la Meloni di oggi che sta cercando di “accrescere il consenso tra i moderati”. Mentre in un articolo del Foglio dal titolo: “La Dc di Meloni”, si raccolgono i giudizi di due esponenti politici di rango, come l’ex ministro Dc, Paolo Cirino Pomicino, e Luigi Zanda ex senatore Pd. Insomma si parla di politica, di idee, di concretezza, e quindi viene spontaneo accostare la svolta moderata del presidente Meloni alla storia della DC.
Grandi riforme per una grande Italia
Citando oggi De Gasperi e la Democrazia Cristiana si ha l’obbligo di dire cosa hanno prodotto gli anni di Governo di un partito che incarnava le ambizioni e le volontà nutrite dai cittadini italiani. Ieri, Bruno Vespa da attento e puntuale osservatore e interprete della politica italiana, citando il “Piano Casa”, attuato negli anni ‘50, sottolinea come sia necessario oggi: “Una iniziativa sociale come ai tempi di Fanfani”.

Ricordiamo che tra il 1949 e il 1963 in Italia fu il governo De Gasperi a dare il via libera al progetto di legge: “Provvedimenti per incrementare l’occupazione operaia, agevolando la costruzione di case per lavoratori”, che come riporta l’enciclopedia Treccani produceva settimanalmente 2800 vani, riuscendo a dare una casa a circa 560 famiglie a settimana. “Fino al 1962, i 20.000 cantieri diffusi in tutta Italia, nelle grandi città come nei piccoli centri, offriranno un posto di lavoro ogni anno a 40.000 lavoratori edili”. Insomma case, lavoro, sviluppo e, soprattutto, un welfare produttivo e utile alla Nazione.
Così come la riforma nel 1978 dell’allora Ministro, Carlo Donat Cattin, per l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale che realizzò un nuovo sistema basato sui principi di “universalità, uguaglianza ed equità, con un ruolo fondamentale per le Regioni”. E, ancora, la Riforma Agraria del 1950, una legge fondamentale per la redistribuzione della terra, promossa sempre dalla dalla DC durante il governo De Gasperi.
Dal passato l’impegno per il domani
Sono state proposte e opere concrete che hanno cambiato in meglio il Paese generando le partecipazione dei cittadini a migliori servizi, mentre le vite dei singoli sono migliorate in modo sensibile, si sono create autostrade, grandi aziende statali che erano un vanto in Europa e nel mondo. Si dice che la DC non potrà tornare ad avere un ruolo di protagonista nella vita politica italiana, forse è vero, ma nel contempo basterebbe studiare e affrontare i problemi con l’impegno dei tanti esponenti e militanti di quel partito che con umiltà e lungimiranza hanno realizzato una Italia di cui ancora oggi ne godiamo i benefici.