Nella notte tra mercoledì e giovedì la Russia ha sferrato uno dei più vasti attacchi dall’inizio della guerra, lanciando contro l’Ucraina una pioggia di missili e droni. Secondo le autorità ucraine sono stati utilizzati 629 ordigni tra missili balistici, da crociera e droni Shahed: 589 sarebbero stati intercettati, ma diversi hanno centrato la capitale e altre città. A Kiev il bilancio è gravissimo: almeno 18 morti, tra cui quattro bambini, e oltre quaranta feriti. Una bambina di due anni, un ragazzo di 14 e una giovane di 17 figurano tra le vittime. Palazzi residenziali e scuole sono stati distrutti o gravemente danneggiati. In un quartiere orientale è crollato un edificio di cinque piani, mentre esplosioni hanno colpito anche un asilo. La rete ferroviaria nella regione di Vinnytsia è stata interrotta e 60.000 utenti sono rimasti senza elettricità dopo i danni agli impianti energetici.
“Terrore e barbarie”

“Un altro massiccio attacco contro le nostre città e comunità. Ancora uccisioni”, ha commentato Volodymyr Zelensky, che ha espresso cordoglio per le famiglie colpite e chiesto “nuove, dure sanzioni” contro Mosca. Il presidente ucraino ha chiamato in causa anche Pechino e Budapest: “La morte di bambini dovrebbe suscitare emozioni più forti di qualsiasi calcolo politico. Ci aspettiamo una reazione da chi ha chiesto la pace e ora tace”. Le condanne sono arrivate subito dall’Europa. Emmanuel Macron ha parlato di “terrore e barbarie”, ricordando i 629 ordigni lanciati in una sola notte. La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha annunciato che l’Unione presenterà a breve il diciannovesimo pacchetto di sanzioni e userà i beni russi congelati per sostenere Kiev. “Il nostro sostegno è incrollabile, nulla cambierà il nostro impegno”, ha ribadito la portavoce Arianna Podestà, confermando la permanenza del personale europeo a Kiev.
Colpite le sedi Ue e British Council

Gli attacchi hanno danneggiato anche la sede della delegazione Ue e l’edificio del British Council. “Il personale è al sicuro”, ha assicurato von der Leyen. “Il mio pensiero va a tutte le persone colpite da questi attacchi insensati”, ha dichiarato il premier britannico Keir Starmer, mentre Londra ha convocato l’ambasciatore russo.
Mosca: “Colpiti obiettivi militari”
Il Cremlino sostiene che i raid abbiano preso di mira industrie della difesa e basi aeree ucraine. “Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi”, ha dichiarato il ministero della Difesa russo. Ma le autorità di Kiev denunciano che la maggior parte delle vittime è stata registrata in zone residenziali. Parallelamente, droni ucraini hanno colpito due raffinerie in Russia, ad Afipskij (Krasnodar) e a Samara, provocando incendi. Mosca ha confermato solo il rogo a Krasnodar e ha assicurato che “il mercato dei carburanti è sotto controllo”, minimizzando l’impatto.
Bruxelles: nessun rischio per la sicurezza energetica Ue
Un portavoce della Commissione ha chiarito che l’attacco ucraino all’oleodotto Druzhba, che rifornisce Slovacchia e Ungheria, “non ha compromesso la sicurezza energetica europea”. L’approvvigionamento, ha spiegato, “sta lentamente riprendendo”.
Reazioni internazionali

“Seicentoventinove missili e droni in una notte: questa è l’idea di pace della Russia”, ha ribadito Macron. Anche Ursula von der Leyen ha denunciato “attacchi indiscriminati” e ringraziato il personale europeo che continua a lavorare a Kiev “in condizioni difficilissime”. Dal canto suo, il Cremlino, attraverso il portavoce Dmitry Peskov, ha sostenuto che Mosca resta interessata al negoziato “per raggiungere gli obiettivi prefissati con mezzi politici e diplomatici”, ma ha negato ogni ipotesi di tregua.
L’Europa prepara nuove mosse

Von der Leyen ha confermato la volontà di rafforzare l’industria europea della difesa e di visitare nei prossimi giorni gli Stati membri confinanti con Russia e Bielorussia. “La Russia deve cessare immediatamente i suoi attacchi indiscriminati contro infrastrutture civili e unirsi ai negoziati per una pace giusta e duratura”, ha dichiarato.