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Fiducia in calo per i consumatori, imprese ferme ma divise tra settori

L’Istat segna il pessimismo tra le famiglie. Industria e commercio in difficoltà mentre i servizi tengono grazie al turismo
venerdì, 29 Agosto 2025
2 minuti di lettura

Ad agosto gli italiani hanno mostrato meno ottimismo sul futuro economico. Secondo l’Istat, l’indice che misura la fiducia dei consumatori è sceso da 97,2 a 96,2 punti. Questo dato indica che le famiglie percepiscono con maggiore preoccupazione la situazione generale del Paese e la propria condizione economica. L’istituto di statistica spiega che il calo “sintetizza un deterioramento generalizzato di tutti i climi seppur con intensità diverse”. In parole semplici, significa che sia le attese sul reddito familiare sia quelle sull’andamento dell’economia nazionale risultano peggiori rispetto al mese precedente.

Le imprese restano stabili ma con differenze interne

Per quanto riguarda le imprese, l’indice di fiducia è rimasto fermo a 93,6 punti. A prima vista sembra un segnale di stabilità, ma guardando ai singoli comparti emergono differenze importanti. L’industria e soprattutto il commercio al dettaglio hanno registrato un peggioramento, mentre il settore dei servizi ha mostrato un miglioramento. Questo vuol dire che, se da un lato la produzione industriale e le vendite nei negozi tradizionali soffrono, dall’altro le attività legate al turismo e ai servizi di mercato hanno beneficiato della stagione estiva.

L’industria tra ordini e produzione

Nel dettaglio, il settore manifatturiero fornisce un quadro con luci e ombre. Peggiorano le attese sulla produzione, cioè le previsioni delle imprese rispetto a quanto riusciranno a produrre nei prossimi mesi. Al contrario, migliorano i giudizi sugli ordini, cioè le valutazioni sulle commesse già ricevute. Questo contrasto mette in evidenza una situazione incerta: oggi ci sono ordini sufficienti a sostenere il lavoro, ma le aziende temono che nei prossimi mesi la domanda possa rallentare.

Costruzioni tra freno e spinta

Anche il comparto delle costruzioni presenta segnali contraddittori. Da una parte, i giudizi sugli ordini sono peggiorati, segnalando meno contratti e lavori da avviare. Dall’altra, le attese sull’occupazione risultano in aumento: le imprese prevedono di assumere o mantenere livelli di personale più alti rispetto al passato. È un dato che racconta come il settore, pur tra difficoltà operative, continui a rappresentare un bacino di occupazione stabile, sostenuto anche dagli incentivi pubblici e dai progetti legati alle infrastrutture.

Servizi in crescita grazie al turismo

Il comparto dei servizi ha invece registrato un incremento della fiducia. In questa categoria rientrano attività come alberghi, ristorazione, trasporti e servizi professionali. La stagione estiva ha avuto un ruolo decisivo: l’arrivo di turisti italiani e stranieri ha contribuito a rafforzare le prospettive di molte imprese, che hanno visto crescere la domanda e migliorare le entrate. Questo spiega perché, a fronte di un calo generale della fiducia dei consumatori, i servizi abbiano mantenuto un andamento positivo.

Fatturato dell’industria in ripresa a giugno

Parallelamente agli indici di fiducia, l’Istat ha diffuso anche i dati sul fatturato dell’industria relativi al mese di giugno. Dopo un periodo di debolezza, l’indicatore ha registrato un aumento dell’1,2% rispetto a maggio e dello 0,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In pratica, le imprese industriali hanno fatturato di più sia su base mensile sia su base annua. Questo risultato mostra che, pur in un contesto difficile, l’industria italiana ha ancora capacità di intercettare la domanda, anche se le incognite legate al mercato internazionale e ai costi delle materie prime restano elevate.

Un Paese diviso

Il quadro che emerge dai dati di agosto è quindi a due velocità. Le famiglie appaiono più caute e meno fiduciose, segnalando preoccupazioni per la tenuta dei bilanci domestici e per l’economia nel suo complesso. Le imprese, pur con difficoltà in settori chiave come industria e commercio, riescono a mantenere la fiducia complessiva stabile, sostenute dai servizi e da un fatturato che mostra timidi segnali di crescita. È un’istantanea che racconta un Paese sospeso tra prudenza e speranza, con consumatori preoccupati e aziende che, almeno per ora, non arretrano.

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