In primo piano, trattando di Albania, il tema ecologico.
L’Albania è uno Stato che condivide con l’Italia e con la Grecia il mare Jonio. Ha un territorio ricco di foreste: quelle “miste” balcaniche, che quella dei Rodopi (caratterizzate da pluralità di varietà arboree).
Nel corso degli ultimi decenni la legislazione albanese ha sempre prestato maggiore attenzione alle problematiche ambientali, avendo adottato nei primissimi anni del millennio due importanti leggi, ispirate alla legislazione dell’Unione Europea (quindi all’avanguardia assoluta) in materia di protezione ambientale (la Legge 8934 del 2002) e di impatto ambientale (la Legge 8990 del 2003). Da allora un proliferare di leggi e decisioni sulla materia ambientale
Relazioni e investimenti
Norme che nel loro insieme costituiscono un incentivo per le imprese europee che trovano nell’Albania ottime possibilità di investimento. Quelle italiane in particolare, come confermato da Anila Bitri Lani, ambasciatore della Repubblica d’Albania in Italia, in un’intervista a Claudio Brachino per il format televisivo Diplomacy Magazine dell’agenzia Italpress, che incentrava l’attenzione sui recenti accordi di partenariato strategico, stipulati tra Albania ed Italia.
Convegno con la Discussione
L’Albania, peraltro, per la sua vicinanza con l’Italia e per la facilità di rapporti non è indenne al fenomeno internazionale del traffico di rifiuti: lecito ed illecito. Con qualche fenomeno non soltanto di traffico verso l’Albania, ma anche – relativamente ad alcune tipologie di rifiuti – dall’Albania verso l’Italia.
L’ecologia e l’ambiente saranno uno degli argomenti centrali del Convegno che La Discussione organizzerà proprio in Albania all’inizio del prossimo Autunno.
PolieCo la tutela dell’ambiente
Quando si parla di ambiente e di rifiuti il pensiero non può che andare al Consorzio PolieCo, che sarà uno dei protagonisti, col suo Direttore Generale, Claudia Salvestrini, la pasionaria dell’ambiente e delle ecomafie, che vive sotto scorta per le minacce ricevute.
Sono note le lotte del Consorzio per frenare non solamente l’attività delle ecomafie, ma anche l’esportazione “ufficiale” di rifiuti dall’Italia verso l’estero. Materia prima, ha sostenuto più volte la Salvestrini, per la quale i cittadini (che la producono) pagano perché venga riciclata in Italia, ma che in molti casi ha come unica e sola destinazione l’estero (Albania compresa): e l’Italia paga perché i Paesi destinatari la ricevano. Materia prima per i riciclatori stranieri, mentre le tante imprese di riciclaggio presenti in Italia, stentano a trovarla per la loro attività.
Nuova cultura del riciclaggio
Di grande interesse, quindi, l’idea del Consorzio PolieCo di realizzare un marchio del riciclato “made in Italy”, proprio per promuovere una differente cultura del riciclaggio.
Una strada in realtà già tracciata
Proprio da un comunicato del Consorzio PolieCo apprendiamo che è al via la certificazione Made Green in Italy per i sistemi di tubazioni in polietilene, con due primarie imprese del settore che hanno concluso l’iter per l’ottenimento del Marchio Made Green in Italy.
Certificazioni delle eccellenze
Un risultato – sottolinea il comunicato – reso possibile dalla pubblicazione delle Regole di categoria di prodotto per i Sistemi di tubazione in polietilene, pubblicate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a conclusione del lavoro di progettazione promosso dal Consorzio PolieCo in collaborazione con il partner scientifico Spinlife, Spin-off dell’Università di Padova.
Insomma una certificazione dell’eccellenza del riciclato italiano, realizzato secondo i principi della sostenibilità ambientale.
Marchio Made Green in Italy
“Che le prime aziende ad ottenere una certificazione così importante nel settore delle tubazioni, siano due nostre consorziate, non è un caso” – questo il commento della Salvestrini, riportato nel comunicato – “come Consorzio abbiamo creduto fin dall’inizio nel Marchio Made Green in Italy come concreta opportunità per promuovere l’economia circolare ed è per questo che abbiamo scelto di accompagnare e sostenere le imprese intenzionate a investire su innovazione e sostenibilità…Un invito rivolto a tutte le imprese del settore, affinché possano al più presto intraprendere questo percorso, consapevoli che il PolieCo sarà al loro fianco e sempre in prima linea per promuovere una maggiore competitività delle imprese green”.
Buone pratiche da realizzare
Ma non soltanto questo. Si possono proporre anche per l’Albania sinergie tra Consorzi ambientali e pubbliche amministrazioni e l’adozione di modelli già utilmente sperimentati in Italia.
Tipo l’accordo concernente la Terra dei Fuochi, scaturito nei mesi scorsi in seguito ad una riunione convocata dalla Prefetta di Caserta Lucia Volpe, con l’incaricato per il contrasto degli incendi dolosi di rifiuti nella regione Campania Ciro Silvestro e con altri amministratori locali.
In quell’occasione sono state illustrate le attività messe in campo dal Consorzio PolieCo per la rimozione dei rifiuti plastici provenienti dall’agricoltura, con la raccolta ed il recupero di circa 8.300 tonnellate di rifiuti, potenzialmente soggetti al rischio roghi, avviate al corretto riciclo e sottratte ai circuiti illegali di abbandono.
Sinergie che fanno bene
Un risultato straordinario che indica come la strada intrapresa, in sinergia con le istituzioni e le associazioni di categoria dei produttori agricoli, sia quella giusta per soluzioni concrete ed efficaci. Un modello da implementare nella direzione dell’economia circolare e delle sane prassi ambientali: e praticabile anche in Albania.
Ne riparleremo presto, nel convegno che organizzeremo in Albania, con la Salvestrini e con altri ambientalisti di primissimo piano in Italia, in Albania e in Europa.