domenica, 6 Aprile, 2025
Esteri

Medici uccisi, un video smentisce l’Idf: “Le ambulanze avevano le luci d’emergenza accese”

Il Nyt pubblica il video, le autorità della Striscia chiedono un'inchiesta indipendente. A Beirut l'inviata speciale Usa vede Aoun. Decine di miliziani Houthi uccisi nello Yemen, Trump pubblica il video

Mentre Israele intensifica ulteriormente gli attacchi a nord e a sud della Striscia di Gaza, un video diffuso dal New York Times smentisce la versione dell’esercito israeliano su un raid che nei giorni scorsi ha preso di mira operatori sanitari facendo saltare in aria le ambulanze. Nel filmato, recuperato dal cellulare di uno dei 15 medici uccisi e sepolti in una fossa comune, si vedono chiaramente ambulanze palestinesi con le sirene accese mentre vengono colpite dal fuoco israeliano. Questo contrasta con quanto dichiarato dall’IDF, secondo cui i veicoli si stavano avvicinando “in modo sospetto”, senza segnali visibili.L’episodio risale al 23 marzo e ha sollevato gravi condanne a livello internazionale. Secondo la ricostruzione, le vittime – operatori della Croce Rossa Palestinese e della protezione civile – indossavano divise ben riconoscibili e si trovavano in ambulanze chiaramente identificate. Dopo la pubblicazione del video, il governo di Gaza ha chiesto un’indagine urgente e indipendente, invocando il coinvolgimento della Corte Penale Internazionale per far luce su quello che definisce un “crimine di esecuzione” ai danni di personale medico e della difesa civile.

Inviato speciale Usa in Libano

Morgan Ortagus, vice inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, è arrivata a Beirut per incontrare i vertici politici libanesi. Si tratta della sua seconda visita dall’inizio dell’amministrazione Trump e anche dalla firma del fragile cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele, messo ormai a dura prova dai recenti attacchi israeliani e dai lanci di razzi dal Libano, che Hezbollah ha smentito di aver compiuto. Durante l’incontro con il presidente Joseph Aoun nel palazzo di Baabda, i due hanno affrontato numerosi dossier delicati: la crescente instabilità al confine meridionale, la permanenza delle truppe israeliane nel sud del Libano, e le violazioni del cessate il fuoco denunciate da Beirut. Israele, dal canto suo, giustifica la sua presenza militare con l’incapacità delle forze libanesi di controllare Hezbollah. Un altro tema caldo è stato quello del confine con la Siria, dove aumentano le tensioni tra i clan libanesi vicini a Hezbollah e il nuovo governo siriano salito al potere dopo la caduta di Bashar al-Assad. A ciò si aggiunge la drammatica crisi economica che attraversa il Libano, con l’inviata Usa interessata a conoscere le misure adottate dal governo per combattere corruzione e instabilità finanziaria. Secondo fonti ufficiali, il confronto si è svolto in un clima positivo e costruttivo, preceduto da un colloquio riservato tra Aoun e Ortagus durato circa mezz’ora.

Trump pubblica video, escalation nello Yemen

Il presidente statunitense Donald Trump ha diffuso su Truth Social un video che mostra un attacco aereo americano contro un raduno di miliziani Houthi nello Yemen occidentale. Le immagini, riprese da un drone in bianco e nero, mostrano decine di uomini in cerchio colpiti da un’esplosione. Secondo Trump, si trattava di una riunione per pianificare un attacco contro interessi americani. “Oops, non ci sarà nessun attacco da questi Houthi. Non affonderanno mai più le nostre navi”, ha commentato il presidente con tono trionfale. L’attacco si inserisce in una più ampia campagna militare condotta da Washington per neutralizzare le forze filoiraniane che minacciano il traffico navale nel Mar Rosso. Da settimane, infatti, gli Stati Uniti colpiscono sistematicamente le postazioni degli Houthi, nel tentativo di interrompere i lanci di razzi e droni contro le navi mercantili. Il segretario di Stato Marco Rubio ha giustificato l’intervento affermando che “gli attacchi contro gli Houthi sono necessari e il mondo dovrebbe esserne grato”. In parallelo, il capo del Comando centrale americano (Centcom), generale Michael Kurilla, si è recato in Arabia Saudita per incontrare il Capo di Stato Maggiore saudita, tenente generale Fayyad al-Ruwaili. Al centro del colloquio, secondo il ministero della Difesa di Riyadh, il rafforzamento della cooperazione militare tra i due Paesi, senza ulteriori dettagli.

Attacchi Houthi

La visita del generale avviene in un momento cruciale: mentre gli Usa intensificano i bombardamenti sullo Yemen, gli Houthi dichiarano che questi attacchi non stanno riducendo la loro capacità offensiva. Secondo fonti Houthi, i raid hanno causato la morte di 92 civili, mentre il governo yemenita, riconosciuto a livello internazionale, parla di decine di combattenti uccisi e di infrastrutture danneggiate, sia militari che civili. La risposta degli Houthi è stata immediata e articolata: nelle ultime settimane hanno attaccato navi da guerra statunitensi nel Mar Rosso, tra cui la portaerei USS Harry S. Truman, e hanno rivendicato il lancio di un drone verso Tel Aviv. Secondo l’esercito israeliano, il drone è stato intercettato prima di raggiungere il territorio. Gli Houthi sostengono inoltre di aver abbattuto un drone da ricognizione statunitense nello spazio aereo dello Yemen nordoccidentale, il diciottesimo dall’inizio delle operazioni a novembre 2023.

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