Fitch Ratings ha confermato il rating di default dell’Italia a ‘BBB’ con prospettiva positiva. Il rating è sostenuto dalla solida economia italiana, dall’appartenenza all’eurozona e da istituzioni robuste, che bilanciano i deboli fondamentali macroeconomici e fiscali, tra cui l’elevato debito pubblico e il basso potenziale di crescita. Le prospettive positive riflettono la riduzione dei rischi fiscali grazie a una migliore stabilità politica e gestione fiscale, evidenziando resilienza nonostante le sfide economiche e geopolitiche. L’Italia ha superato costantemente gli obiettivi fiscali, con un deficit del 3,4% del PIL nel 2024, migliore delle previsioni. Questo risultato è attribuito a maggiori entrate fiscali grazie a un mercato del lavoro solido, miglior riscossione delle imposte e forti entrate societarie. Fitch prevede un deficit del 3% del PIL nel 2025 e del 2,7% nel 2026, bilanciando buoni ricavi con una crescita più debole e costi finanziari più alti. Il piano di consolidamento fiscale, basato su misure già approvate, è considerato credibile, con il bilancio 2025 che include nuove misure compensative. La spesa per la difesa era all’1,5% del PIL nel 2024 e potrebbe raggiungere il 2% senza aumentare il debito. Il debito/PIL era al 135,3%, oltre la mediana ‘BBB’ del 54,7%, ma in calo rispetto ai livelli pre-pandemia. La stabilità politica dal 2022 supporta la pianificazione economica e fiscale, rafforzando la credibilità fiscale. Nonostante i dazi statunitensi, l’Italia potrebbe essere più resiliente rispetto ad altri paesi UE grazie alla struttura delle sue esportazioni. Fitch prevede una crescita dello 0,7% nel 2024, dello 0,5% nel 2025 e dello 0,8% nel 2026. A fine 2024, l’economia italiana superava del 5,9% i livelli pre-pandemia, rispetto al 4,9% dell’eurozona. Il settore bancario dovrebbe mantenere solidi fondamentali fino al 2026, con redditività resiliente e adeguati rapporti di prestiti deteriorati.