“La Lega è il collante del governo, la garanzia che questo esecutivo avrà vita lunga. Lo vedrete con i messaggi che ci saranno fra oggi e domani”. Con queste parole, il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha aperto ufficialmente il congresso federale della Lega alla Fortezza da Basso di Firenze. Un appuntamento che, oltre a sancire la sua riconferma alla guida del partito come candidato unico alla segreteria, si trasforma in una piattaforma politica nazionale per rilanciare l’azione della Lega nella maggioranza di Centrodestra. Dalle prime battute, Salvini ha voluto lanciare un messaggio di unità e continuità, dentro e fuori dal partito. “Si mettano l’animo in pace Conte, Schlein e compagnia varia. La Lega è parte integrante di questo governo. Non ci sono fratture né esitazioni”.
Tono determinato, ma anche spazio per una riflessione più ampia sul ruolo politico del partito: “Questo è un congresso contro ogni tipo di guerra e di conflitto, contro le guerre militari, contro le guerre commerciali – ha affermato Salvini – e noi vogliamo proporre un futuro diverso, che non significa sfilare in piazza con idee confuse e bandiere rosse sventolanti”. Un riferimento diretto, nemmeno troppo velato, alle recenti mobilitazioni pacifiste e alla sinistra che, secondo il leader leghista, sarebbe priva di una visione costruttiva.
“Congresso bello e unitario”
Il congresso, definito da Salvini “bello, ricco e unitario”, è il primo a tenersi su base nazionale, coinvolgendo per la prima volta tutte le regioni italiane. “Benvenuti ai fratelli veneti, lombardi e piemontesi – ha detto il leader del Carroccio – ma soprattutto benvenuti ai fratelli siciliani, pugliesi, romani e di tutte le regioni d’Italia. Questa è la Lega di governo, nazionale e patriottica”. I lavori, partiti con l’intervento introduttivo di Salvini poco dopo le 14.30, proseguiranno per l’intero weekend con gli interventi dei segretari regionali, dei due vicesegretari federali Andrea Crippa e Claudio Durigon, e dei principali esponenti istituzionali del partito. Tra questi, i governatori Luca Zaia (Veneto), Attilio Fontana (Lombardia) e Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), oltre ai ministri Giancarlo Giorgetti, Roberto Calderoli, Alessandra Locatelli e Giuseppe Valditara.
Nel tardo pomeriggio è prevista l’illustrazione delle modifiche allo statuto, che saranno poi sottoposte al voto. L’evento si concluderà domenica con la rielezione di Salvini alla guida del partito, in un momento in cui la Lega punta a rafforzare la propria identità in vista delle elezioni europee del 2024 e delle nuove sfide economiche e istituzionali.
Il leader della Lega è arrivato alla Fortezza da Basso intorno alle 13, accompagnato dalla compagna Francesca Verdini e dalla figlia Mirta. Un ingresso tra gli applausi, accolto da militanti e delegati che riempiono il padiglione centrale del complesso fieristico fiorentino, trasformato per l’occasione in una grande arena politica.