Mentre sul campo continuano le accuse reciproche di violazione della tregua riguardo le infrastrutture energetiche, ieri la diplomazia russa e statunitense sembra aver fatto importanti passi in avanti. Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ha incontrato il segretario di Stato americano Marco Rubio presso il quartier generale della NATO. Durante il colloquio, Sybiha ha ribadito l’impegno dell’Ucraina per la pace, sottolineando i passi concreti compiuti dal suo Paese in questa direzione, a fronte di una Russia che, a suo dire, continua a guadagnare tempo. Ha inoltre denunciato le recenti violazioni russe della tregua energetica. Oltre agli aspetti legati alla sicurezza, Sybiha ha evidenziato l’interesse dell’Ucraina a rafforzare la cooperazione economica con gli Stati Uniti, in particolare nel settore delle risorse minerarie, considerato un pilastro strategico per il consolidamento delle relazioni bilaterali. Sul fronte della sicurezza transatlantica, il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha sottolineato il chiaro messaggio lanciato da Rubio agli alleati: Washington resta impegnata nella difesa comune, ma si aspetta che Europa e Canada assumano maggiori responsabilità e incrementino la spesa per la sicurezza Rubio ha anche dichiarato che basteranno poche settimane, non mesi, per capire se la Russia è realmente intenzionata a trattare la pace o se sta solo prendendo tempo. Qualora emergesse un atteggiamento dilatorio, gli Stati Uniti potrebbero riconsiderare la loro posizione. Infine, l’Alta rappresentante dell’UE per la politica estera, Kaja Kallas, ha confermato di aver ricevuto rassicurazioni da Rubio: qualsiasi accordo di pace tra Washington e Mosca non escluderà Kiev e rispetterà gli interessi dell’Ucraina e dell’Unione Europea.
Dmitriev a Washington
Dopo anni di diplomazia quasi inesistente tra Russia e Stati Uniti, il recente viaggio dell’inviato del Cremlino Kirill Dmitriev a Washington ha segnato un passo storico verso il riavvio del dialogo. Durante la visita, Dmitriev ha incontrato diversi esponenti politici, tra cui l’inviato speciale di Donald Trump per il Medio Oriente, Steve Witkoff. Tra i temi trattati, oltre alla possibilità di un cessate il fuoco in Ucraina, c’è stato anche il ripristino del traffico aereo diretto tra Russia e Stati Uniti. Secondo Dmitriev, durante i colloqui sono stati fatti “tre passi avanti” su diverse questioni, anche se il processo di negoziazione richiederà tempo. Presto saranno fissate nuove date per ulteriori incontri, che coinvolgeranno esponenti politici e tecnici di rilievo. Oltre agli aspetti diplomatici, Dmitriev ha discusso di possibili collaborazioni nell’Artico e nel settore delle terre rare. Alcune aziende statunitensi hanno manifestato interesse a occupare spazi lasciati vuoti dalle imprese europee che si sono ritirate dalla Russia, ma solo con l’approvazione del governo russo e la creazione di joint venture con aziende locali. Sul fronte della sicurezza, Dmitriev ha aperto alla possibilità che Mosca accetti alcune garanzie per l’Ucraina, pur ribadendo che l’ingresso di Kiev nella NATO resta “completamente impossibile”.
Karasin: “L’Europa anti-russa compromette la pace per la sua popolazione”
Il dialogo tra Russia e Stati Uniti procede, anche se tra difficoltà sostanziali. Lo ha dichiarato Grigori Karasin, capo del Comitato internazionale del Senato russo, evidenziando come viceversa in Europa i tentativi di comprendere la Russia siano ostacolati da una narrazione mediatica ostile. Secondo il senatore, è essenziale che in Europa prevalga il buon senso, poiché senza di esso la sicurezza strategica resta un’incognita. Il politico ha poi criticato duramente l’approccio anti-russo di alcuni governi europei, affermando che questa strategia priva i cittadini della possibilità di una vita pacifica. Ha inoltre accusato Kiev di essere ormai irrimediabilmente ancorata a una visione politica ostile a Mosca. Tuttavia, Karasin ha riconosciuto che, seppur in modo frammentato, alcune capitali europee iniziano a riconsiderare la loro posizione, nonostante la pressione dell’informazione mainstream.
Trump, “Putin e Zelensky pronti a un accordo”
Sulla stessa linea il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che “L’Europa non è riuscita a trattare con il presidente Putin, ma credo che io ci riuscirò”, ribadendo l’appello per una fine rapida della guerra. “Siamo noi a guidare lo sforzo per concludere la questione”, ha poi aggiunto. Secondo Trump il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky è “pronto a fare un accordo e penso che anche quello russo Vladimir Putin sia pronto a farlo”.
Droni russi su Kharkiv, cinque morti e 32 feriti
Sul campo, almeno 5 persone sono morte e decine sono rimaste ferite in attacchi di droni sulla città di Kharkiv, nell’Ucraina orientale, contro edifici residenziali e uffici. Almeno altre cinque persone sono rimaste ferite nelle regioni ucraine di Dnipro, Zaporizhia e Kiev. Dall’altra parte, i sistemi di difesa aerea russi hanno distrutto 107 droni ucraini che sorvolavano alcune regioni del Paese durante la notte.