Il sindaco di New York City, Eric Adams, ha comunicato la sua intenzione di candidarsi per la rielezione come indipendente, evitando le primarie del Partito Democratico. In un’intervista a Politico, Adams ha dichiarato di voler avviare “una vera campagna indipendente”, sottolineando che le accuse federali di corruzione, successivamente archiviate, hanno limitato la sua attività politica. Adams si prepara ad affrontare una competizione ardua per la rielezione, soprattutto dopo che l’ex governatore di New York, Andrew Cuomo, ha annunciato la sua candidatura a sindaco il 1° marzo. Mercoledì scorso, il giudice distrettuale Dale E. Ho ha archiviato le accuse federali contro Adams, che riguardavano presunti viaggi di lusso e contributi elettorali illegali ricevuti da cittadini turchi. Nel frattempo, un sondaggio della Quinnipiac University ha rilevato che Cuomo gode del 31% del sostegno tra gli elettori democratici di New York City, mentre Adams si ferma all’11%. Inoltre, il tasso di approvazione del sindaco in carica è al 20%. Durante l’intervista, Adams ha criticato Cuomo per la legge sulla riforma della cauzione, sostenendo che questa abbia contribuito all’aumento della criminalità durante la pandemia. “La riforma della cauzione è un’iniziativa di Andrew – ha dichiarato Adams – Non può promettere di salvare la città dall’influenza dell’estrema sinistra, quando in passato ha ceduto proprio a loro”. Parlando delle accuse federali archiviate, Adams ha espresso il senso di limitazione che ha percepito nella sua azione politica: “Mi sentivo come un cavallo da corsa trattenuto. Non è naturale per me”. Il sindaco ha inoltre confermato che presenterà le 3.750 firme necessarie entro il 27 maggio, garantendo così la sua candidatura per le elezioni di novembre. “Ora ho bisogno di tempo fino a novembre per ridefinire la mia immagine e ricordare ai cittadini il motivo per cui mi hanno eletto”, ha concluso Adams.