venerdì, 4 Aprile, 2025
Attualità

Dazi, Meloni vuole mediare tra Washington e Bruxelles

Governo a lavoro per trovare le contromisure. Intanto Salvini torna a bacchettare l’Ue: “Troppi limiti”. Dal punto di vista economico l’Italia rischia perdite per 11 miliardi di euro

Insomma, al peggio davvero sembra non esserci mai fine. Prima la pandemia, poi le guerre e ora i dazi che rischiano di scompaginare una situazione economica già non delle migliori. E così il governo si trova a fronteggiare una delle sue sfide più impegnative, con le nuove tariffe doganali statunitensi che incombono sul commercio internazionale e rischiano di colpire duramente settori chiave dell’export del Paese. A guidare la risposta di Palazzo Chigi è stato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ieri ha annullato gli impegni della giornata, incluso un evento simbolico in Calabria, per concentrarsi su questo dossier critico. In una nota, Palazzo Chigi ha sottolineato che il Primo Ministro intende dedicare la sua piena attenzione alle azioni da intraprendere in seguito all’introduzione di questi nuovi dazi, mostrando come la questione abbia ormai assunto una priorità assoluta nell’agenda di governo. La giornata ha visto una mobilitazione straordinaria dei vertici dell’esecutivo. Meloni ha convocato d’urgenza i ministri più direttamente interessati – tra cui Giancarlo Giorgetti, Francesco Lollobrigida e Adolfo Urso – per una riunione durata circa un’ora e mezza. Sul tavolo, due priorità immediate: da un lato, calcolare i danni economici che i nuovi dazi potrebbero infliggere all’Italia, dall’altro, delineare una strategia politica chiara da portare in sede europea. La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha già segnalato la possibilità di una risposta coordinata dell’Unione, e il governo italiano vuole assicurarsi che la propria posizione sia solida e ben rappresentata. Chiaro l’obiettivo di Meloni: mediare tra Washington e Bruxelles.

Gli effetti delle nuove tariffe potrebbero essere devastanti per settori strategici come l’agroalimentare, simbolo di eccellenza italiana nel mondo e pilastro dell’economia nazionale. È una situazione mette pressione non solo sull’esecutivo, ma anche sul Centrodestra, che storicamente conta su un ampio consenso proprio nelle aree agricole e rurali.

Tensioni interne

Il fronte interno dell’esecutivo, comunque, non appare completamente coeso. Il Vicepremier Matteo Salvini ha convocato un gruppo economico interno alla Lega per discutere la situazione, rimarcando la necessità di proteggere gli interessi nazionali contro quella che ha definito una politica europea inadeguata. Il numero uno del Carroccio ha ribadito il proprio sostegno alle mosse protezionistiche degli Stati Uniti, complicando ulteriormente la posizione dell’esecutivo. Mentre Meloni assume una linea critica nei confronti di Washington, Salvini mantiene un atteggiamento più indulgente, evocando il rischio di frizioni interne alla coalizione.

Le nuove tariffe statunitensi colpiscono un’ampia gamma di prodotti esportati dall’Italia. Confartigianato stima che potrebbero andare persi fino a 33mila posti di lavoro nella filiera manifatturiera italiana, con un impatto significativo sulle micro e piccole imprese. Settori come la produzione vinicola, i motocicli e i beni di lusso rischiano di subire danni ingenti, mentre le regioni tradizionalmente più legate all’export verso gli Stati Uniti, come Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna, sono particolarmente vulnerabili. Secondo le proiezioni, l’Italia potrebbe perdere oltre 11 miliardi di euro di esportazioni verso gli Usa, mettendo a rischio un intero ecosistema di imprese, posti di lavoro e redditi familiari. Le stime indicano che il settore agricolo, in particolare, è tra i più esposti: il vino italiano, che rappresenta una quota significativa delle esportazioni agroalimentari, potrebbe subire un calo drammatico a causa delle barriere tariffarie.

Reazioni politiche

Le opposizioni non hanno perso l’occasione per criticare il governo. La Segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha accusato il Premier di essere impreparato e di aver sottovalutato la gravità della situazione. Schlein ha sollecitato il governo a rispondere con fermezza, chiedendo un’azione coordinata a livello europeo per evitare una guerra commerciale. Anche Giuseppe Conte, Presidente del Movimento 5 Stelle, ha attaccato l’esecutivo, affermando che la mancanza di preparazione e il ritardo nel reagire rischiano di aggravare i danni economici per il Paese. Schlein e Conte hanno inoltre rimarcato che le misure protezionistiche americane erano note da tempo, accusando Meloni di non aver fatto abbastanza per prevenire o mitigare il colpo. La narrativa dell’opposizione si concentra sull’apparente leggerezza con cui il governo avrebbe affrontato l’annuncio delle tariffe, lasciando il Paese esposto a un’ondata di dazi che potrebbe sconvolgere interi settori produttivi.

I consumatori

Altroconsumo chiede un mercato unico europeo integrato per mitigare gli effetti negativi dei dazi americani, che aumentano l’inflazione e riducono il Pil. Federico Cavallo, Responsabile relazioni esterne, evidenzia che la questione non è solo tariffaria, ma riguarda le regolamentazioni UeE che, secondo gli Usa, creano costi per le imprese americane. Questo riflette un contrasto tra il modello deregolamentato americano e quello europeo, che punta su Esg e sostenibilità. L’Europa, per Cavallo, deve reagire unita e rafforzare il mercato unico per proteggere i consumatori e il suo peso globale. Federconsumatori sottolinea invece il rischio di pesanti ripercussioni sull’economia italiana, con un possibile calo dell’8% delle esportazioni verso gli Stati Uniti, un impatto sul Pil stimato tra -0,6 e -0,7 punti percentuali, e aumenti dei prezzi interni. Per contrastare queste dinamiche, è essenziale rafforzare i legami con l’Ue, evitare isolamenti e sostenere politiche comunitarie per contenere gli effetti negativi della guerra commerciale.

Un futuro incerto

Passando a Bruxelles, ieri il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato il Commissario europeo al Commercio, MarosSefcovic, per cercare una soluzione concertata. Il numero uno azzurro ha sottolineato la necessità di evitare un’escalation commerciale e di lavorare per un accordo che salvaguardi gli interessi europei e italiani. Ha inoltre proposto l’idea di un mercato unico transatlantico, che eliminerebbe le tariffe da entrambe le parti dell’Atlantico, una visione che però appare lontana dalla realtà attuale. Nel frattempo, il panorama commerciale globale resta incerto. Se gli Stati Uniti mantengono la loro posizione rigida, l’Unione europea potrebbe dover ricorrere a contromisure, come ulteriori dazi su prodotti americani, ma ciò rischierebbe di alimentare una spirale di ritorsioni dannosa per entrambe le economie. Con il Consiglio dell’Ue che si prepara a decidere le prossime mosse, l’Italia dovrà navigare con cautela, bilanciando gli interessi nazionali con la necessità di una risposta unitaria a livello comunitario.

Numeri impietosi

Di certo i dazi statunitensi hanno provocato un crollo generalizzato delle borse globali, con perdite complessive di 2.500 miliardi di dollari: 2.000 a Wall Street e 422 in Europa. L’allarme di JPMorgan prevede una possibile recessione globale già nel 2025. Ma Trump ribadisce il suo messaggio: fiducia nelle sue decisioni e ritorsioni per chi cercherà di reagire.

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