Tante storie da raccontare. Sono quelle dei ragazzi di età compresa tra 11 e 18 anni che hanno frequentato nell’ultimo anno il Centro diurno per l’età evolutiva in via dell’Osservanza a Bologna, una struttura sanitaria intermedia tra ospedale e territorio per l’accoglienza di preadolescenti e adolescenti con diversi quadri clinici di psicopatologia. Un centro nato grazie a fondi ministeriali per aggiungere un tassello importante tra le strutture dedicate alla salute mentale in età evolutiva e rispondere all’aumento di richieste di aiuto legate a molteplici forme di psicopatologia che emergono in forma molto acuta e sempre più presto, ampliando l’offerta dei setting di cura e di assistenza.
Tra gli obiettivi principali, intercettare ragazzi e ragazze che faticano a rivolgersi ai servizi e non vanno alle visite ambulatoriali, restando chiusi a casa e abbandonando la scuola, e intervenire precocemente sui preadolescenti (sotto i 13 anni) per evitare peggioramenti clinici.
I numeri
Aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18, il centro accoglie ogni giorno 12 ragazzi, 8 in gruppo e 4 con interventi individuali, con quadri psicopatologici diversi. In questo primo anno sono stati 51, prevalentemente con disturbi d’ansia e depressivi, disturbi della condotta e delle emozioni, e disturbi borderline di personalità. L’età media è di 15 anni, 36 le femmine (71%) e 15 i maschi (29%). 17 sono usciti dalla fase acuta e hanno concluso positivamente la loro frequenza al centro, proseguendo il loro percorso riabilitativo seguiti dai servizi territoriali.
14 ragazzi e ragazze (27%) presentavano un quadro di ritiro sociale. 8 ragazzi e ragazze (15%) sono state accolte in fase acuta durante il ricovero, e in alcuni casi immediatamente dopo il ricovero, abbreviandone la durata e consentendo la dimissione in casi che normalmente richiedono degenze molto lunghe. 13 ragazzi e ragazze (26%) accolti avevano un’età compresa tra 11 e 13 anni.
Più dei numeri, contano le sfide superate da ciascuno, insieme agli altri. Sono le storie dei singoli percorsi a raccontare l’esito positivo dei percorsi di accoglienza e di cura.
Ogni giorno, guidati dall’equipe multiprofessionale, l’attività riabilitativa ha preso forme diverse utilizzando gli strumenti del gioco, della musica, uscite sul territorio e laboratori di espressione artistica, fino alla produzione di podcast sui temi della salute mentale, elaborate dai ragazzi, primi protagonisti della programmazione. Tutte modalità che rientrano nell’ottica della recovery, l’approccio alla salute mentale in cui ogni paziente diventa protagonista del proprio percorso di recupero, tra cui spiccano le attività di mentalizzazione in cui i ragazzi, supportati dagli operatori, riflettono sul loro percorso e su cosa li faccia stare bene.
I risultati positivi, in particolare la capacità di agganciare i ragazzi e sostenerli nel rafforzare le proprie abilità di relazione sociale in piccolo gruppo, sono dovuti all’impegno costante e alle competenze dell’équipe multiprofessionale che vede in prima linea gli educatori, l’infermiera e l’operatrice IPS (Individual Placement and Support) assieme ai medici, all’assistente sociale e allo psicologo che si occupa dei genitori.
Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza
La continuità degli interventi è garantita dal team composto da neuropsichiatri territoriali della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, e neuropsichiatri ospedalieri della Psichiatria e Psicoterapia dell’Età Evolutiva dell’Azienda USL di Bologna.
Un altro prezioso alleato, da quanto riferito dai fruitori del centro, è la bellezza del luogo, nella prima collina bolognese, a fare da cornice alle attività del centro nOra il centro diventerà ancora più bello: per festeggiare il compleanno i ragazzi saranno impegnati in un percorso espressivo che li porterà a dipingere le pareti del posto in cui ogni giorno provano a spingere un po’ più in là l’orizzonte della loro vita.