Un articolo del New York Times del 25 marzo riportava che alcuni bambini non vaccinati, in cura presso il Covenant Children’s Hospital di Lubbock, Texas, avrebbero ricevuto quantità elevate di vitamina A, mostrando segni di danni al fegato. Secondo il quotidiano, i medici hanno osservato “pelle ingiallita e alti livelli di enzimi epatici nelle analisi del sangue, entrambi segnali di un fegato compromesso”. Tuttavia, il dott. Richard Bartlett, medico d’urgenza del West Texas con oltre 30 anni di esperienza, ha definito tali resoconti “fuorvianti”. Bartlett ha spiegato che anomalie nei test di funzionalità epatica, come l’aumento degli enzimi epatici, non indicano necessariamente tossicità da vitamina A. Ha sottolineato che molte altre condizioni possono causare questo fenomeno e che le affermazioni dei media rappresentano “un salto logico infondato”. Secondo la Mayo Clinic, livelli elevati di enzimi epatici possono derivare da numerose cause, tra cui malattie come la mononucleosi o il virus di Epstein-Barr, epatiti A, B e C, farmaci da banco come il Tylenol, alcuni trattamenti per il colesterolo (statine) e persino l’abuso di alcol. Bartlett ha inoltre evidenziato che, per confermare una tossicità da vitamina A, sarebbero necessari esami del sangue specifici, che non risultano menzionati nei resoconti. Interrogato sulla presunta tossicità della vitamina A nei pazienti affetti da morbillo, il dott. Bed Edwards, noto per il trattamento efficace di numerosi bambini durante un’epidemia di morbillo nel West Texas con olio di fegato di merluzzo (una fonte naturale di vitamine A e D) e budesonide (uno steroide antinfiammatorio), ha espresso scetticismo. Edwards ha dichiarato: “Non posso esprimermi con certezza senza esaminare i bambini o le loro cartelle cliniche, ma questa storia sembra altamente discutibile, dato che è noto come il morbillo impoverisca le riserve di vitamina A nell’organismo”.