“È arrivato il giorno tanto atteso della riscossa economica americana”. Con queste parole il Presidente Donald Trump ha inaugurato quella che ha definito una nuova era per l’industria statunitense. Il 2 aprile 2025, ha affermato, entrerà nella storia come la data in cui gli Stati Uniti hanno ripreso in mano il proprio destino economico. Nel corso dell’evento “Make America Wealthy Again”, tenutosi nel Rose Garden della Casa Bianca, Trump ha annunciato un giro di vite senza precedenti sul commercio internazionale, introducendo dazi reciproci contro Paesi come Unione Europea, Regno Unito e Cina.
Dazi per tutti
“Tra pochi istanti firmerò un ordine esecutivo istituendo tariffe reciproche. Loro lo fanno a noi, noi lo facciamo a loro. È semplice”, ha dichiarato Trump, che ha poi alzato un grafico con il titolo ‘Tariffe reciproche’, mostrando le disparità tra i dazi applicati dagli altri Paesi agli Stati Uniti e quelli finora imposti da Washington.
Tra i principali provvedimenti: 25% di dazi su tutte le automobili prodotte all’estero, a partire dalla mezzanotte; 20% all’Unione europea, definita “patetica” per anni di presunto sfruttamento commerciale ai danni degli Usa; 10% al Regno Unito; 34% alla Cina, a fronte di tariffe del 67% che, secondo Trump, Pechino impone agli Stati Uniti.
“Per decenni il nostro Paese è stato saccheggiato, derubato e umiliato – ha incalzato il Tycoon –. I nostri lavoratori, agricoltori, operai delle auto sono stati lasciati indietro. Ora è il nostro turno di prosperare”.
Un nuovo patriottismo economico
Il discorso di Trump si è configurato come un vero e proprio manifesto di indipendenza economica, evocando il ritorno a un’America autarchica e industriale. “Stiamo potenziando la nostra base industriale. Le fabbriche torneranno a ruggire, apriremo i mercati esteri e abbatteremo le barriere. Questa sarà l’età dell’oro del ritorno degli americani”, ha aggiunto. Trump ha quindi definito l’ordine esecutivo “uno dei giorni più importanti della storia americana”, promettendo che l’incentivazione della produzione interna porterà a una riduzione del debito nazionale e a un abbassamento dei prezzi per i consumatori.
Non sono mancati i toni polemici nei confronti delle amministrazioni precedenti: “Do la colpa agli ex Presidenti, hanno permesso che accadesse tutto questo. Ci hanno lasciato in balia di imbrogli e truffe internazionali. Ma oggi è finita. Oggi gli americani riprendono in mano il proprio destino. Stiamo rendendo l’America di nuovo ricca. Più grande che mai”.