giovedì, 3 Aprile, 2025
Economia

Confcommercio: inflazione, aumento dei prezzi fisiologico che non desta preoccupazioni

Bella: le tensioni sugli energetici non trasferite ad altre filiere

I dazi preoccupano, l’inflazione invece resta sotto controllo e non appare un problema almeno nell’immediato. Il direttore dell’Ufficio Studi Mariano Bella, spiega: “il rialzo registrato sul versante dei prezzi nel mese di marzo, superiore alle nostre attese, rientra tra i movimenti fisiologici e non desta particolari preoccupazioni sulle prospettive a breve dell’inflazione”.

Fibrillazioni sotto controllo

Secondo l’Ufficio studi buona parte degli aumenti dell’ultimo mese sono, infatti, dovuti alle componenti volatili: l’inflazione di fondo si conferma all’1,7%, “segnalando”, osserva Bella, “ come all’interno del sistema non siano presenti particolari tensioni e come al momento le fibrillazioni sugli energetici non si siano trasferite ad altre filiere”

Effetti psicologici negativi

Per il direttore dell’Ufficio di Confcommercio “se le dinamiche inflazionistiche si mantengono sotto controllo, non vanno trascurati i possibili effetti psicologici negativi derivanti da un ritorno dell’inflazione al 2% sul sentiment delle famiglie e sui loro comportamenti in materia di consumo. L’incremento del tasso di variazione dei prezzi assieme alla forte riduzione della fiducia, sempre nel mese di marzo, costituiscono segnali di indebolimento della prospettiva di ripresa dei consumi a breve termine, potenzialmente compromettendo, almeno in linea teorica, le dinamiche di crescita complessiva per l’anno in corso”.

Il rialzo mensile e annuo

I numeri dell’Istat segnalano che a marzo l’inflazione aumenta dello 0,4% su base mensile e del 2% su marzo 2024. È la stima provvisoria dell’Istat che indica così un rialzo rispetto al mese precedente (i dati indicano rispettivamente un +0,2% e un +1,6%). Il rialzo è frutto principalmente della risalita del tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei beni energetici non regolamentati, tornato positivo (da -1,9% a +1,3%) e, in misura minore, dell’accelerazione dei prezzi dei tabacchi (da +4,1% a +4,6%) e degli alimentari non lavorati (da +2,9% a +3,3%). In risalita anche i servizi relativi alle comunicazioni (da +0,5% a +0,8%), ai servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,1% a +3,3%) e ai beni durevoli (da -1,5% a -1,2%).

Trasporti, cultura e persona

Anche l’aumento congiunturale dell’indice è trainato prevalentemente dai beni energetici non regolamentati e dai servizi relativi ai trasporti (+1,2% entrambi), dai tabacchi e servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,5% entrambi) e dai servizi relativi alle comunicazioni (+0,3%), effetti solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi degli energetici regolamentati (-2,4%) e degli alimentati non lavorati (-0,4%).

Prezzi in crescita servizi stabili

Su base annua i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona crescono del 2,1%, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto aumentano dell’1,9%. La crescita tendenziale dei prezzi dei beni si accentua sensibilmente (da +1,1% a +1,7%), mentre quella dei servizi resta stabile (a +2,4%). Il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni si riduce, portandosi a +0,7 punti percentuali contro i +1,3 di febbraio 2025.
La “inflazione di fondo”, quella al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta stabile (a +1,7%), mentre quella al netto dei soli beni energetici accelera lievemente (da +1,7% a +1,8%). L’inflazione acquisita per il 2025 sale a +1,4% per l’indice generale e a +0,9% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca), infine, registra una variazione pari a +1,6% su base mensile, per la fine dei saldi stagionali di cui il Nic non tiene conto, e a +2,1% su base annua (da +1,7% registrato nel mese precedente).

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