venerdì, 4 Aprile, 2025
Lavoro

Lavoro: record di assunzioni nelle campagne (+10,3%), ma resta una difficoltà strutturale a reperire manodopera

Record di nuove assunzioni nelle campagne toscane: oltre quasi 75 mila tra stagionali e non (+ 10,3%). È il miglior risultato degli ultimi quattro anni. L’agricoltura è il settore economico (insieme alla pubblica amministrazione, istruzione e sanità) che ha creato più opportunità occupazionali rispetto al 2023: + 7 mila. È un risultato frutto dell’ultima positiva annata agraria di comparti importanti come quello dell’olio (+21,8%), del vino (+8,2%) e dell’orticoltura (+14,4%) che hanno necessitato di tanta manodopera per garantire tutte le fasi delle lavorazioni e la raccolta delle produzioni in campo. A dirlo è Coldiretti Toscana sulla base dell’ultimo rapporto congiunturale elaborata da Irpet. “Le opportunità lavorative nelle nostre campagne non sono mai mancate soprattutto in buone stagioni come l’ultima che hanno in parte compensato la sfortunata annata del 2023 fortemente condizionata dai cambiamenti climatici chiusa con un calo della produzione di quasi il 4%. – spiega Letizia Cesani, Presidente Coldiretti Toscana – L’agricoltura è un settore vitale e strategico per la tenuta economica e sociale delle comunità rurali, in particolare nelle aree più marginali come quelle montane ed interne, dove le opportunità lavorative soprattutto per i giovani scarseggiano. Le aziende agricole sono spesso l’unica ancora per la sopravvivenza di borghi e paesi altrimenti destinati all’abbandono: sono una risposta allo spopolamento, una ipoteca sostenibile sul futuro”. La viticoltura, con 21 mila assunzioni, è il settore agricolo che ha avuto più bisogno di forza lavoro per assecondare una vendemmia abbondante (+24,3%) seguita dalle attività di supporto alle produzioni vegetali (18.194 avviamenti), dalla coltivazione di cereali (6.859 avviamenti) e dall’olivicoltura (5.485 avviamenti), altro settore in ripresa. La natura stagionale del comparto è evidente nel numero di assunzioni attivate tra la primavera ed il pericolo della raccolta dell’uva e delle olive tra il terzo (+16,5%) e quarto trimestre (+31,3%): momento che coincide con la piena operatività degli agriturismi, presenti in quasi la totalità dei comuni toscani, che sono l’espressione del dinamismo e della multifunzionalità del comparto. Lo sviluppo dell’enoturismo, delle fattorie didattiche e di molte attività connesse hanno allargato il perimetro occupazionale dell’agricoltura a nuove mansioni come l’accoglienza e la ristorazione tradizionale che hanno conosciuto una rapida espansione.
L’agricoltura è un settore costantemente in deficit di manodopera. Le difficoltà di reperire forza lavoro restano una costante anche nelle stagioni non eccezionali: quasi un’azienda agricola su due (41%) lamenta di trovarsi o si è trovata in carenza di lavoratori secondo una indagine realizzata dalla Fondazione Campagna Amica nell’ambito del progetto Demetra. Più di un’azienda su due (53%) fa ricorso a manodopera straniera da cui dipende la raccolta di un prodotto su due. Sono almeno 10 mila i lavoratori stagionali di cui la Toscana avrebbe bisogno per soddisfare il suo fabbisogno a pieno regime.

Corsa a ostacoli

Assumere manodopera straniera continua però ad essere una corsa ad ostacoli e contro il tempo: il meccanismo del click day messo a punto per favorire l’ingresso di lavoratori dai paesi extra UE in Italia (e in Toscana) non funziona. Secondo Coldiretti Toscana occorre passare ad una gestione diretta e controllata dei flussi migratori anche superando la logica del click day. Le ultime modifiche introdotte alla normativa sul decreto flussi rappresentano un passo importante verso la semplificazione e il rispetto dei tempi di ingresso dei lavoratori, che vanno ora implementate con un maggiore coinvolgimento delle associazioni datoriali e dei consolati. In questo modo sarebbe più facile anche far emergere situazioni di sfruttamento lavorativo e caporalato. In tale ottica – sottolinea Coldiretti Toscana – serve anche potenziare la Rete del lavoro agricolo di qualità attraverso sistemi di premialità per le imprese che vi aderiscono e rendendo sempre più efficienti i servizi sul territorio per far incontrare domanda e offerta, con il coinvolgimento delle realtà locali e, soprattutto, degli Enti Bilaterali Agricoli Territoriali.

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Redazione

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