Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha definito la recente fuga di notizie su ‘Signal’ una “caccia alle streghe” che l’app crittografata “potrebbe avere delle vulnerabilità”. Rispondendo a un reporter che chiedeva maggiore trasparenza, Trump ha minimizzato la questione. La Casa Bianca ha ammesso che un giornalista di ‘The Atlantic’ è stato accidentalmente aggiunto a una chat riservata relativa a un attacco contro gli Houthi nello Yemen. L’incidente ha sollevato un’ondata di polemiche, con i democratici che hanno espresso preoccupazioni sulla gestione delle comunicazioni da parte dell’amministrazione. Anche alcuni repubblicani, tra cui i senatori Roger Wicker e Jack Reed, hanno richiesto un’indagine immediata. In una lettera congiunta, i senatori hanno sollecitato un approfondimento sull’utilizzo di ‘Signal’ e un briefing riservato con i principali funzionari. Interrogato sulla questione, Trump ha risposto con sicurezza: “Non mi preoccupa”. L’episodio ricorda la controversia del 2014, quando Hillary Clinton fu accusata per l’uso di un server privato nelle comunicazioni, un tema che diventò cruciale nelle elezioni del 2016 vinte dal tycoon. Nel frattempo, il caporedattore di ‘The Atlantic’, Jeffrey Goldberg, ha confermato di essere stato aggiunto per errore a una chat con il vicepresidente JD Vance e il segretario alla Difesa Pete Hegseth, in cui venivano discussi piani militari relativi allo Yemen. La Casa Bianca sostiene che le informazioni condivise nella chat non fossero classificate, ma i democratici continuano a mettere in dubbio questa versione. Il senatore Mark Warner ha criticato duramente l’amministrazione, definendo la gestione delle comunicazioni “irresponsabile”. La vicenda sembra destinata a proseguire, con Trump che difende il suo team di sicurezza e continua a puntare il dito contro i media, concentrando le accuse sul giornalista coinvolto.