domenica, 6 Aprile, 2025
Esteri

Gli Usa attaccano Hamas: lasciate Gaza o “sarà l’inferno”

Hamas respinge le minacce: ostaggi saranno liberi solo con negoziati per la fase 2. Stop agli aiuti, il PAM: "A Gaza resta cibo per meno di due settimane"

In un momento particolarmente critico per l’accordo di cessate il fuoco, mentre il conflitto tra Israele e Hamas continua a mietere vittime e a destabilizzare la regione, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha lanciato un un messaggio dai toni accesi ai leader di Hamas, esortandoli a lasciare Gaza e a rilasciare immediatamente tutti gli ostaggi, altrimenti “Sarà l’inferno”. Le parole del leader americano, pubblicate sulla sua piattaforma Truth, hanno scatenato un’ondata di reazioni a livello internazionale, alimentando ulteriormente la tensione nella regione. “Shalom Hamas significa ciao e arrivederci. Potete scegliere: rilasciare tutti gli ostaggi ora e restituire i corpi delle vittime, oppure per voi è finita”, ha scritto Trump, tutto maiuscolo. Il segretario di Stato USA, Marco Rubio, ha sottolineato la gravità delle parole del presidente, avvertendo Hamas che “se Trump dice che farà qualcosa, lo farà”. Rubio ha evidenziato come la leadership americana abbia finora esercitato pazienza nella gestione della crisi, ma che ora sia giunto il momento di una svolta decisiva. “Queste persone sono in prigionia da oltre un anno e mezzo”, ha dichiarato Rubio, riferendosi agli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas. “Non possiamo continuare a vedere video di ostaggi rilasciati in condizioni disperate e il recupero dei corpi delle vittime. È giunto il momento di porre fine a questa situazione”. Secondo fonti statunitensi, tuttavia, l’amministrazione americana avrebbe condotto colloqui segreti con Hamas per la liberazione dei prigionieri statunitensi detenuti nella Striscia di Gaza, ma le trattative restano in stallo.

La risposta di Hamas

Hamas ha respinto categoricamente le minacce di Trump, ribadendo che gli ostaggi saranno liberati solo in cambio di una tregua stabile e duratura nella Striscia di Gaza. “La strada migliore per la liberazione degli ostaggi è il negoziato per la seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco”, ha dichiarato il portavoce Abdel-Latif al-Qanoua. Il gruppo palestinese accusa Israele di non rispettare gli impegni presi nella prima fase dell’accordo, mediato dagli Stati Uniti, e denuncia il continuo blocco degli aiuti umanitari. “Le minacce di Trump non fanno altro che incoraggiare Israele a violare gli accordi esistenti”, ha aggiunto Hazem Qassem, un altro portavoce di Hamas.

Israele pronto a riprendere le ostilità

Trump ha inoltre ribadito il pieno sostegno a Israele, a cui invierà tutti gli aiuti militari “per finire il lavoro”, ha detto, usando l’espressione usata dal nuovo capo di Stato maggiore dell’esercito israeliano, Eyal Zamir, il quale ha annunciato che le forze di difesa israeliane (IDF) si stanno “preparando a riprendere i combattimenti” contro Hamas. “Dobbiamo sconfiggere Hamas. Gli ostaggi sono la nostra massima priorità”, ha dichiarato Zamir durante un incontro con le comunità israeliane al confine con Gaza. A peggiorare la situazione, il Programma Alimentare Mondiale (PAM) ha lanciato un allarme sulla crisi umanitaria nella Striscia di Gaza. Secondo l’agenzia ONU, le riserve di cibo basteranno per meno di due settimane, mentre la carenza di carburante minaccia il funzionamento delle panetterie e dei trasporti.

Demolizioni a Gerusalemme Est

Parallelamente all’intensificarsi della crisi umanitaria e diplomatica a Gaza, l’organizzazione israeliana Ir Amim ha denunciato un aumento record delle demolizioni di case palestinesi a Gerusalemme Est. Nel 2024, sono state abbattute 181 abitazioni, un numero mai registrato prima. L’ONG ha evidenziato che Israele sembra aver abbandonato la politica di non effettuare demolizioni durante il mese sacro del Ramadan. “Questo inasprimento delle operazioni dimostra la volontà del governo israeliano di rafforzare il controllo sulla zona, nonostante le tensioni internazionali”, ha dichiarato un portavoce di Ir Amim.

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