Gli artigiani pronti a dare “piena disponibilità”, ad una riforma che introduca dei correttivi all’attuale sistema di previdenza sociale.
L’apertura arriva dalla Cna, intervenuta al tavolo sulla previdenza istituito dal Ministro del lavoro Marina Calderone.
Separare previdenza da assistenza
“La Cna”, riferisce la Confederazione, “ha con forza affermato che qualsiasi intervento dovrà necessariamente ispirarsi ai principi fondamentali della sostenibilità del bilancio previdenziale e del principio di adeguatezza dei trattamenti; a una più chiara separazione fra spesa previdenziale e assistenziale; alla equità di trattamento fra lavoratori dipendenti e autonomi che svolgono le medesime attività lavorative, con conseguente necessità di superamento della risalente disparità di trattamento in materia, a esempio, di lavori gravosi e usuranti”.
Serve certezza del diritto
Ulteriore elemento sul quale è necessario intervenire, ad avviso della Cna è quello relativo alla complessa e stratificata disciplina normativa del sistema previdenziale, che, sottolinea la Confederazione, “incide negativamente sul principio di certezza del diritto e comporta oggettive difficoltà per le imprese nell’adeguata programmazione del ricambio del personale”.
Troppi tagli e Opzione donna
Nel corso del confronto non sono mancate osservazioni critiche su taluni interventi previdenziali introdotti dalla Legge di Bilancio 2023, “quali a esempio la revisione al ribasso del meccanismo di rivalutazione delle pensioni e i restrittivi interventi sulla possibilità di accesso al pensionamento delle lavoratrici attraverso Opzione donna”, sottolinea la Confederazione.
Rapporti deteriorati
Per la Confederazione nazionale degli artigiani bisogna intervenire con una svolta. “Al fine di contrastare il progressivo deterioramento del rapporto tra artigiani attivi e pensionati della Gestione, per la Cna si rende necessario individuare criteri e modalità di inquadramento previdenziale più aggiornati e inclusivi rispetto a quelli attualmente in uso”. Infine, CNA condivide la necessità dell’avvio di uno specifico tavolo dedicato alla previdenza complementare, “auspicando che vengano finalmente riconosciute norme agevolative per le micro e piccole imprese. Nel prossimo incontro, calendarizzato per l’8 febbraio, si inizieranno a cercare soluzioni concrete ai temi oggi complessivamente richiamati”.