Chi può decidere di rallentare una tecnologia diventata essenziale su un campo di battaglia? È l’interrogativo che scuote Washington dopo le notizie sulle limitazioni imposte in Ucraina a Starshield, la versione di Starlink sviluppata da SpaceX per servizi governativi e militari.
Tre deputati democratici della California, Sam Liccardo, Jimmy Panetta e Ro Khanna, hanno chiesto alla Casa Bianca un’indagine sulle restrizioni e sulle responsabilità della decisione. In una lettera indirizzata alla capo di gabinetto Susie Wiles, i parlamentari chiedono un briefing entro due settimane per stabilire chi abbia autorizzato il rallentamento, come sia stato applicato e se siano stati violati obblighi contrattuali. Vogliono inoltre sapere se vulnerabilità analoghe possano riguardare altri servizi strategici.
La vicenda assume particolare rilievo perché Starshield fornisce servizi satellitari destinati anche alle comunicazioni sicure e alle missioni militari. Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, sarebbe stato Elon Musk a ordinare le restrizioni e il miliardario avrebbe parlato con il presidente Donald Trump e altri esponenti dell’amministrazione prima della loro introduzione. La ricostruzione ha immediatamente alimentato lo scontro politico sulla catena di comando.
Per i tre democratici, infatti, i contribuenti americani non dovrebbero essere costretti a domandarsi se decisioni cruciali per la sicurezza nazionale dipendano dal governo eletto oppure da un privato titolare di ingenti contratti federali. SpaceX e la Casa Bianca non avevano fornito una risposta immediata alle richieste di commento riportate dalla stampa. Le preoccupazioni hanno raggiunto anche il fronte repubblicano: il senatore Kevin Cramer ha espresso inquietudine per l’influenza di Musk nelle questioni di sicurezza nazionale.
Il caso va così oltre il destino di Starlink in Ucraina. Al centro emerge una domanda destinata a pesare sempre di più nelle guerre tecnologiche del futuro: fino a che punto uno Stato può affidare infrastrutture militari decisive a un’azienda privata senza perdere parte del controllo sulle proprie scelte strategiche?





