Un blitz antidroga, la presenza non autorizzata di agenti americani e un tragico incidente sulle montagne del Chihuahua. Da quella sequenza di eventi è nato uno dei casi giudiziari più delicati nei rapporti tra Messico e Stati Uniti: l’ex procuratore generale dello Stato di Chihuahua, César Jáuregui, è accusato a livello federale di tradimento per il presunto coinvolgimento irregolare di personale statunitense in un’operazione contro un laboratorio clandestino.
La vicenda risale all’aprile scorso, quando le autorità locali effettuarono un’operazione antidroga nella Sierra Tarahumara. Durante il viaggio di ritorno un veicolo precipitò fuori strada: morirono due funzionari messicani e due cittadini statunitensi indicati dalle cronache come agenti della CIA.
Da quel momento l’attenzione si è concentrata sulle autorizzazioni concesse alla presenza americana sul terreno e sul ruolo avuto dall’allora procuratore. Secondo i procuratori federali, personale straniero avrebbe preso parte ad attività di sicurezza senza la necessaria autorizzazione del governo centrale. Jáuregui, invece, nega di avere autorizzato il coinvolgimento degli agenti americani. La difesa sostiene che manchino prove dirette di un suo ordine in tal senso.
Il caso assume così una dimensione che supera quella giudiziaria. La presidente Claudia Sheinbaum ha fatto della tutela della sovranità messicana un punto fermo nei rapporti con Washington, insistendo sulla necessità di un’autorizzazione federale per le attività di funzionari stranieri sul territorio nazionale. La decisione se esistano elementi sufficienti per far proseguire il procedimento federale è prevista per sabato 24 ottobre. In caso di condanna per tradimento, la pena indicata dalle fonti può arrivare fino a 40 anni di reclusione.
La posta in gioco, tuttavia, va oltre il destino di un singolo ex funzionario. Sullo sfondo rimane il difficile equilibrio fra la cooperazione con gli Stati Uniti nella guerra ai cartelli e la difesa dell’autonomia messicana: proprio il terreno sul quale il caso Chihuahua rischia ora di trasformarsi da vicenda giudiziaria in problema diplomatico.





