0

Iran, il blocco navale Usa azzera le riserve di petrolio destinate alla Cina

giovedì, 22 Ottobre 2026
1 minuto di lettura

Il blocco navale statunitense ha raggiunto uno dei suoi obiettivi più rilevanti: prosciugare le riserve di greggio che consentivano all’Iran di continuare le esportazioni verso la Cina nonostante l’interdizione delle rotte marittime. Secondo le rilevazioni della società di analisi energetica Kpler, riportate dal Wall Street Journal, a metà ottobre gli stoccaggi galleggianti situati all’esterno del Golfo Persico risultavano esauriti, segnando una svolta nella pressione economica esercitata da Washington su Teheran.

All’inizio del conflitto, il 28 febbraio, la Repubblica islamica disponeva di circa 135 milioni di barili di petrolio già trasferiti oltre l’area successivamente sottoposta a blocco, per un controvalore stimato superiore a 10 miliardi di dollari. Dopo una temporanea attenuazione delle restrizioni, le giacenze erano risalite a quasi 90 milioni di barili. La successiva ripresa del blocco, a luglio, ha impedito di reintegrare le riserve, che hanno iniziato a diminuire fino a scendere sotto il milione di barili il 5 ottobre.

A metà ottobre, secondo i dati di Kpler, gli stoccaggi galleggianti esterni al Golfo Persico risultavano completamente esauriti.

Il ruolo della flotta ombra nei rifornimenti alla Cina

Il sistema commerciale iraniano si fondava su una rete di petroliere della cosiddetta flotta ombra, impiegate in operazioni di trasbordo tra navi al largo della Malesia e di Singapore per rifornire le raffinerie cinesi. Le riserve di greggio già trasferite fuori dal Golfo Persico avevano consentito all’Iran di continuare le esportazioni nonostante le restrizioni marittime.

La ripresa del blocco a luglio ha però impedito di ricostituire questi stoccaggi, trasformando progressivamente il petrolio accumulato in una risorsa non rinnovabile nelle condizioni imposte dall’interdizione.

Mancati ricavi petroliferi stimati in 25 miliardi di dollari

Secondo il Comando centrale statunitense, il blocco navale avrebbe sottratto all’Iran almeno 25 miliardi di dollari di ricavi petroliferi. La cifra richiede tuttavia una conferma documentale diretta. Le conseguenze riguardano un’economia nella quale il petrolio rappresenta una quota determinante delle entrate pubbliche e della disponibilità di valuta estera.

Il ricorso a depositi terrestri e a trasporti transfrontalieri non offre capacità logistiche paragonabili a quelle delle esportazioni via mare. Resta inoltre possibile un afflusso temporaneo di pagamenti relativi alle consegne di petrolio effettuate precedentemente.

Redazione

Redazione

“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto: