0

Nuovi documenti riaprono il caso contro ExxonMobil per l’inganno sul clima: “Conoscevano i rischi già nel 1988”

sabato, 10 Ottobre 2026
1 minuto di lettura

Nuovi documenti emersi nell’ambito della causa avviata dal Massachusetts contro ExxonMobil riportano al centro del dibattito il ruolo dell’industria petrolifera nella crisi climatica. Le carte, finora rimaste in gran parte inedite, mostrerebbero come all’interno dell’azienda fosse ben chiaro già alla fine degli anni Ottanta che future politiche per limitare il riscaldamento globale avrebbero potuto avere pesanti conseguenze sul business dei combustibili fossili.

In un memorandum interno del novembre 1988, pochi mesi dopo la storica testimonianza del climatologo della NASA James Hansen al Congresso statunitense, un ricercatore di Exxon avvertiva che un consenso internazionale sulla necessità di ridurre le emissioni avrebbe potuto causare “impatti negativi sostanziali” per l’azienda. Secondo gli osservatori, quel documento rappresenta una sorta di anticipazione della strategia che il settore petrolifero avrebbe adottato negli anni successivi.

Negli Stati Uniti sono in corso numerose azioni legali che accusano le grandi compagnie energetiche di aver conosciuto da decenni i rischi climatici associati ai propri prodotti, minimizzandoli però pubblicamente e ostacolando politiche volte a ridurre le emissioni. Tra i documenti depositati figurano anche testimonianze di scienziati Exxon che mettono in dubbio alcune delle iniziative ambientali promosse dall’azienda.

Un ricercatore coinvolto nei programmi sui biocarburanti derivati dalle alghe ha affermato che obiettivi pubblicamente annunciati dalla società nel 2018 erano irrealizzabili e che tali limiti erano già noti internamente. Anche i programmi di cattura e stoccaggio della CO2, da anni indicati da Exxon come una possibile soluzione climatica, emergono nei documenti con valutazioni interne più caute.

Exxon ha sempre respinto le accuse di aver ingannato pubblico e investitori, sostenendo che le cause siano prive di fondamento e che le decisioni sulla lotta al cambiamento climatico spettino ai governi e ai legislatori. Per i sostenitori delle azioni legali, tuttavia, le nuove carte rafforzano l’idea che la distanza tra valutazioni interne e messaggi pubblici sia stata molto più ampia di quanto finora emerso.

Redazione

Redazione

“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“No al nazionalismo, sì ai diritti internazionali”: l’appello di Mattarella per la pace e la stabilità

In un mondo segnato da sfide epocali, dalla crisi climatica…

“Last-chance tourism”. L’ultima occasione per vedere ecosistemi in pericolo

Quando arrivano le vacanze, le tanto agognate ferie, siamo combattuti…