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Addio a Biljana Plavšić, autrice di crimini contro l’umanità durante la guerra in Bosnia

lunedì, 5 Ottobre 2026
1 minuto di lettura

La morte di Biljana Plavšić riporta l’attenzione su una delle personalità più controverse della guerra di Bosnia, un conflitto che tra il 1992 e il 1995 ha lasciato ferite profonde nei Balcani e continua ancora oggi a influenzare il dibattito sulla memoria, la giustizia e la riconciliazione.

Plavšić fu una delle esponenti di primo piano della leadership serbo-bosniaca durante gli anni della guerra e ricoprì successivamente la carica di presidente della Republika Srpska tra il 1996 e il 1998.

Nel 2003 il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia la condannò a undici anni di reclusione dopo che aveva ammesso la propria responsabilità nel reato di persecuzione su basi politiche, religiose e razziali, qualificato come crimine contro l’umanità. Le indagini del tribunale evidenziarono il coinvolgimento nelle campagne di persecuzione condotte contro bosgnacchi, croati di Bosnia e altre comunità non serbe in numerosi comuni del Paese.

La notizia della sua scomparsa è stata commentata dalla BH UK Network, organizzazione che riunisce membri della diaspora bosniaca nel Regno Unito. L’associazione ha sottolineato che la morte dell’ex leader non deve attenuare il ricordo delle vittime né ridurre la gravità dei crimini commessi durante la guerra. Per molte famiglie che ne fanno parte, il conflitto non rappresenta un semplice capitolo di storia, ma un’esperienza personale segnata da lutti, persecuzioni e trasferimenti forzati.

La guerra in Bosnia provocò circa 100.000 vittime e costrinse oltre due milioni di persone ad abbandonare le proprie case. Tra le conseguenze più devastanti vi furono anche le violenze sessuali sistematiche: secondo diverse stime, decine di migliaia di donne e ragazze subirono abusi, con effetti che continuano a pesare sulle sopravvissute e sulle loro comunità.

Nel comunicato viene inoltre richiamato il genocidio di Srebrenica del luglio 1995, quando oltre ottomila uomini e ragazzi bosgnacchi furono uccisi dalle forze serbo-bosniache. Le sentenze dei tribunali internazionali hanno stabilito che quei massacri costituiscono un genocidio, un riconoscimento giuridico che rappresenta ancora oggi un punto centrale nella memoria collettiva del conflitto.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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