Elettroliti più stabili e non infiammabili per aumentare sicurezza e affidabilità delle batterie agli ioni di sodio. È la linea di ricerca sviluppata da Enea e descritta in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica «Batteries». Gli elettroliti permettono il movimento degli ioni e quindi il funzionamento della batteria, ma quelli impiegati nei modelli commerciali sodio-ione e litio-ione possono risultare infiammabili, instabili alle alte temperature e soggetti a degradazione. In condizioni di sovraccarico o cortocircuito, i fenomeni più gravi possono arrivare a incendio o esplosione.
La strategia Enea si concentra su tecnologie elettrolitiche ibride e liquidi ionici. Il laboratorio Acel ha sviluppato una procedura di sintesi scalabile, a basso costo e a ridotto impatto ambientale che utilizza acqua come unico solvente di processo.
Resistenza oltre i 70 gradi
I liquidi ionici non evaporano, non sono infiammabili e mostrano stabilità termo-chimico-elettrochimica. Nei test hanno mantenuto stabilità anche oltre i 70 gradi. Resta però il limite dell’elevata viscosità, che rallenta il movimento degli ioni e riduce la conducibilità.
«Antonio Rinaldi, responsabile del Laboratorio Acel, ha spiegato che la ricerca punta a ottimizzare questi materiali, prima studiati nelle batterie al litio e ora applicati a quelle al sodio.»





