Ora terreni agricoli, razionalizzazione e stretta su occupazioni
«I 46,6 milioni ottenuti per il complesso “Girasole” di Lacchiarella, con 172 rilanci e un +84% sulla base d’asta, sono la prova che un patrimonio pubblico governato con metodo può generare valore vero per lavoratori e pensionati». Così Fabio Vitale, consigliere di amministrazione dell’INPS, commenta l’esito dell’asta per i nove capannoni nel Milanese.
Il risultato, sottolinea Vitale, «porta la firma della Direzione Centrale Patrimonio, guidata dal neo direttore Vincenzo Damato, e di tutta la tecnostruttura dell’Istituto: professionalità interne che hanno saputo innovare le regole di gara, portare i nostri immobili sui mercati internazionali e applicare con efficacia le scelte del Consiglio, a partire dalla vendita in blocco. A loro va il mio ringraziamento».
Per il consigliere, la strategia si regge su due pilastri. «Proattività, cioè cercare gli investitori invece di aspettarli; e legalità, con procedure trasparenti, competitive e tracciabili che rendono l’Istituto un interlocutore affidabile. Il patrimonio dell’INPS appartiene a chi lavora e a chi ha lavorato: ogni euro in più ricavato rafforza la sostenibilità del sistema previdenziale».
«Lacchiarella non è un punto d’arrivo, ma il modello da replicare», prosegue Vitale, che indica tre priorità. La prima è la piena attuazione dell’accordo con AGEA e Invimit per la valorizzazione dei terreni agricoli, «mettendo a frutto le tecnologie satellitari e la mappatura del suolo per restituire a un uso produttivo il nostro patrimonio rurale». La seconda è l’ulteriore razionalizzazione del portafoglio.
La terza riguarda la legalità sul territorio: «Assumeremo un ruolo più attivo nel contrasto alle occupazioni abusive e alle sacche di illegalità. Un bene pubblico occupato è un danno per la collettività e un’offesa per chi rispetta le regole. L’obiettivo – conclude – è un patrimonio più snello, più redditizio e più trasparente, al servizio del welfare del futuro»





