In tutta la Germania, centinaia di scuole hanno aderito a uno sciopero nazionale contro la possibile reintroduzione della leva militare obbligatoria, una misura che il governo federale non esclude se il numero di volontari non dovesse bastare a rafforzare la Bundeswehr.
Le proteste, organizzate dal movimento School Strike Against Compulsory Military Service, hanno visto migliaia di giovani riempire le piazze di Amburgo, Kiel, Berlino e Francoforte. Uno degli organizzatori, Bela Breitner, ha accusato il governo di essere “serio nel voler reintrodurre gradualmente il servizio militare obbligatorio”.
A Amburgo, gli studenti hanno sventolato bandiere e cartelli con slogan come “Non parteciperemo alle vostre guerre”, denunciando un clima di crescente pressione sui giovani. Il cancelliere Friedrich Merz ha fatto del rafforzamento delle forze armate una priorità dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
A gennaio è entrata in vigore una nuova legge che introduce un servizio militare volontario, ma prevede che, in caso di peggioramento della sicurezza o carenza di volontari, il Bundestag possa valutare forme di obbligatorietà. La legge impone a tutti i 18enni di compilare un questionario sulla disponibilità a servire. Per gli uomini è obbligatorio, per le donne facoltativo. Inoltre, tutti i giovani uomini devono sottoporsi a un esame medico per valutare l’idoneità al servizio.
Secondo i manifestanti, però, le risposte ai questionari mostrano che “i giovani non vogliono entrare nella Bundeswehr”, come ha dichiarato il 16enne Elias Bernhard. “Per questo siamo in strada. Sciopereremo finché la leva obbligatoria non sarà definitivamente esclusa.”
La scintilla delle proteste è arrivata quando alcuni 18enni di Kiel e Flensburg hanno ricevuto convocazioni ufficiali per l’esame medico nonostante avessero indicato chiaramente di non essere interessati al servizio. Il Ministero della Difesa ha confermato che l’obbligo riguarda “tutti gli uomini nati dopo il 31 dicembre 2007”, indipendentemente dalle loro preferenze. Da luglio, circa 1.000 giovani che avevano espresso disinteresse sono stati comunque sottoposti alla visita.





