Le principali emittenti statunitensi — Fox, ABC, CBS, CNN e NBC — hanno annunciato la sospensione immediata della loro copertura “pool” della Casa Bianca, dopo che il presidente Donald Trump ha bandito CNN, MS NOW e Politico dagli eventi presidenziali. È una decisione senza precedenti, che interrompe un meccanismo di cooperazione mediatica attivo da decenni.
Il sistema di pool coverage, nato per garantire accesso equo e ridurre i costi, prevedeva che i cinque network si alternassero nella produzione delle immagini ufficiali dei viaggi e delle apparizioni del presidente, distribuendole poi a media di tutto il mondo. Lunedì sarebbe stato il turno di CNN, incaricata di seguire Trump all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ma il suo status è stato revocato poche ore prima della partenza.
In una dichiarazione congiunta, i network hanno denunciato la decisione della Casa Bianca: “Il pubblico ha un interesse vitale nel ricevere informazioni accurate e indipendenti sul proprio governo. Nessuna amministrazione dovrebbe limitare un’organizzazione giornalistica perché non gradisce il suo lavoro.”
La sospensione del pool non impedisce alle emittenti non bandite di continuare la copertura in modo indipendente, ma segna una frattura profonda nel rapporto tra presidenza e stampa nazionale. Il bando contro CNN, MS NOW e Politico arriva dopo settimane di accuse di “fake news” da parte di Trump, che ha definito le tre testate “corrotte, coordinate e fuori controllo”. Le redazioni hanno risposto con una causa federale, sostenendo che il provvedimento rappresenta “una violazione palese del Primo Emendamento”.
Trump ha difeso la sua decisione sui social: “La Casa Bianca non sta attaccando la libera stampa, che io rispetto. Sta attaccando le FAKE NEWS, un cancro che minaccia la sicurezza nazionale e deve essere fermato, ORA.”
La crisi arriva in un momento delicato per la comunicazione istituzionale. La sospensione del pool coverage non è solo un gesto simbolico: mette in discussione la trasparenza delle attività presidenziali e apre un fronte di scontro tra la Casa Bianca e l’intero ecosistema mediatico. Per gli analisti, la decisione potrebbe avere conseguenze durature: senza un sistema condiviso, la copertura degli eventi presidenziali rischia di diventare frammentata, meno accessibile e più vulnerabile a tensioni politiche.





