0
Volodymyr Zelensky, Presidente Ucraina

Zelensky a Monaco: “Elezioni? Serve una tregua di due mesi. Trump faccia pressioni su Putin”. Mosca: “Delirio di un malato”

Rubio parla di “illusione della fine della storia”, Rutte di “perdite folli” russe, Starmer avverte: “Dobbiamo essere pronti a combattere”. Orbán frena sull’adesione Ue. Attacchi russi a Odessa e Kiev
domenica, 15 Febbraio 2026
2 minuti di lettura

Volodymyr Zelensky è stato accolto con una standing ovation alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco prima di ribadire che Kiev potrà indire elezioni solo dopo un cessate il fuoco di almeno due mesi con adeguate garanzie di sicurezza. Il presidente ucraino ha detto che con una tregua stabile il Parlamento potrebbe modificare la legge e convocare il voto, ma che serve una pressione concreta su Mosca: “Il presidente Trump può farlo, ottenere un cessate il fuoco”. Ha anche sottolineato che le elezioni non possono svolgersi senza che siano garantite la sicurezza dei cittadini e la fine degli scontri veri e propri.

Zelensky ha inoltre denunciato che “non c’è una sola centrale elettrica che non sia stata danneggiata dagli attacchi russi” e ha chiesto forniture più rapide di missili per i sistemi di difesa aerea. “Le armi evolvono più rapidamente delle decisioni politiche”, ha detto, definendo Vladimir Putin“uno schiavo della guerra”. Ha parlato della necessità di maggior coinvolgimento europeo nei negoziati di pace, criticando la parziale assenza dell’Europa al tavolo negoziale con Russia e Stati Uniti. Per il prossimo round di colloqui trilaterali a Ginevra tra Kiev, Washington e Mosca, previsto martedì e mercoledì prossimi, Zelensky ha ribadito la speranza che siano“seri e sostanziali”. Sul terreno, un drone russo ha colpito Odessa uccidendo una donna, mentre nella regione di Kiev due persone sono rimaste ferite negli ultimi attacchi. Secondo le autorità ucraine, anche nella regione di Zaporizhzhia si sono registrati morti e feriti in attacchi di droni nelle ultime 24 ore.

Mosca attacca, l’Occidente accusa

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha liquidato le proposte di Zelensky come “il delirio di un malato”, rifiutando qualsiasi apertura significativa ai negoziati. Allo stesso tempo, Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi hanno affermato di aver concluso che Alexei Navalny fu avvelenato con una tossina rara in un centro penale, con il ministro francese Jean-Noël Barrot che ha dichiarato: “Ora sappiamo che Vladimir Putin è disposto a usare armi chimiche contro il proprio popolo”. Mosca respinge ogni responsabilità.

Usa ed Europa

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha cercato di rassicurare gli alleati sottolineando che gli Stati Uniti “preferiscono” agire insieme all’Europa e che la connessione transatlantica resta centrale, pur in un’epoca geopolitica che richiede adattamenti. Rubio ha parlato dell’“illusione della fine della storia” dopo il 1989 e della necessità di riallineare strategie difensive comuni. Secondo suoi riferimenti, Mosca perderebbe fino a 7.000-8.000 soldati a settimana nel conflitto. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha definito le perdite russe “comportamento folle” e ha assicurato che l’Alleanza è in grado di difendersi se attaccata oggi, invitando gli alleati a coordinare gli aiuti a Kiev nel quadro del programma PURL (NATO Prioritised Ukraine Requirements List) e sottolineando che nessuno in Europa vuole sostituire l’ombrello nucleare americano con uno autonomo. Il premier britannico Keir Starmer ha messo in guardia dal rischio di non essere pronti a difendersi e ha evidenziato che “non c’è sicurezza britannica senza l’Europa, né sicurezza europea senza la Gran Bretagna”. Ha annunciato che la flotta di portaerei guidata dalla HMS Prince of Wales opererà quest’anno nel Nord Atlantico e nell’Alto Nord “a fianco di Stati Uniti, Canada e altri alleati” come segno tangibile dell’impegno euro-atlantico. Per la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen l’Ue deve “prendere decisioni più rapidamente”, anche ricorrendo all’uso della maggioranza qualificata sui dossier di difesa, e si è detta “rassicurata” dall’intervento di Rubio. Dal fronte critico, il premier ungherese Viktor Orbán ha ribadito che l’Ucraina non può diventare membro dell’Unione Europea, sostenendo che la questione riguarda il futuro di tutta l’Europa.

Cina e Artico

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha chiesto che l’Europa “non sia messa da parte” nei negoziati sulla guerra in Ucraina e ha sostenuto che “le difficoltà dell’Europa non hanno origine in Cina”. La Norvegia, dal canto suo, ha riferito che la Russia nell’Artico sta adottando una strategia di “bassa tensione”, con un aumento delle navi di ricerca cinesi rilevate nella regione.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“World Wine Pro” alla ricerca di giovani talenti in ambito Sales

Dopo la 24ORE Business School di Milano e la Scuola…

“Trump. La rivincita”. Storia di una resurrezione politica

Mass media, esperti di sondaggi, intellettuali, politologi erano tutti…