Alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza è intervenuto anche il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio il quale ha ribadito la necessità di un’Europa forte e destinata a sopravvivere e ha ricordato come le due guerre mondiali del secolo scorso rappresentino un monito permanente sul destino intrecciato tra Europa e Stati Uniti. Secondo Rubio la sicurezza nazionale non può essere ridotta a una serie di questioni tecniche legate alla spesa militare o al dispiegamento delle forze armate: la questione centrale riguarda piuttosto ciò che si intende difendere, vale a dire un popolo, una nazione e uno stile di vita fondato su una comune civiltà occidentale. Rubio ha poi sottolineato il ruolo storico del continente europeo nella nascita delle idee di libertà che hanno trasformato il mondo, ricordando il contributo europeo allo stato di diritto, alle università e alla rivoluzione scientifica, oltre a un patrimonio culturale che spazia dalla grande musica alla letteratura, dall’arte all’architettura. Questo patrimonio, ha affermato, non rappresenta soltanto la grandezza del passato ma costituisce anche la base per costruire un futuro condiviso, a condizione che l’Occidente sappia riconoscere senza esitazioni la propria eredità comune e tradurla in un progetto economico e politico rinnovato.
Rubio ha quindi criticato alcune scelte politiche compiute negli ultimi decenni, sostenendo che la deindustrializzazione occidentale non fosse inevitabile ma il risultato di decisioni consapevoli che hanno indebolito la ricchezza, la capacità produttiva e l’indipendenza delle nazioni. Allo stesso modo, ha definito “sciocca ma volontaria” la trasformazione delle catene di approvvigionamento globali che ha reso i Paesi occidentali dipendenti dall’esterno e vulnerabili alle crisi. In questo quadro ha indicato la migrazione di massa come una crisi non marginale, capace di trasformare e destabilizzare le società occidentali.
Nuova cooperazione
Il Segretario di Stato ha quindi invocato una nuova fase di cooperazione tra Stati Uniti ed Europa, orientata non solo al rafforzamento militare e alla ricostruzione industriale, ma anche allo sviluppo congiunto dei settori strategici destinati a definire il XXI secolo. Tra questi ha citato i viaggi spaziali commerciali, l’intelligenza artificiale avanzata, l’automazione industriale, la produzione flessibile e la creazione di catene di approvvigionamento occidentali sicure per i minerali critici, sottratte al possibile ricatto di altre potenze. Ha inoltre indicato la necessità di competere per quote di mercato nelle economie del Sud globale, rafforzando la presenza economica occidentale. Rubio ha concluso sostenendo che, attraverso un’azione comune, l’Occidente può non solo recuperare il controllo delle proprie industrie e delle catene di fornitura, ma anche prosperare nei settori che plasmeranno il nuovo secolo, delineando la prospettiva di una rinnovata prosperità condivisa tra le due sponde dell’Atlantico.




“Un’Europa forte per difendere civiltà, industria e futuro dell’Occidente”. E’ ciò che hanno sempre voluto i cittadini Europei salvo poi votare politici inadeguati, incompetenti ed anche molto peggio che hanno dato vita ad una Europa costruita su “palafitte marce” prona agli interessi degli speculatori e multinazionali.