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Via libera dell’Europarlamento a 90mld per Kiev. Zelensky verso elezioni e referendum il 24 febbraio

Fiducia della Camera al decreto armi con 207 voti favorevoli. Kharkiv sotto le bombe, 4 vittime tra cui 3 bambini. Droni ucraini su Volgograd. Lavrov: “La pace è ancora lontana”
giovedì, 12 Febbraio 2026
2 minuti di lettura

Il Parlamento europeo ha approvato un prestito da 90 miliardi di euro per il biennio 2026-27, destinato alle necessità più urgenti dell’Ucraina, entrata nel quinto anno di guerra. Circa 60 miliardi saranno impiegati per il sostegno militare e 30 per il bilancio e le esigenze macrofinanziarie. Gli acquisti finanziati con fondi europei dovranno privilegiare fornitori dell’Unione o Paesi partner, con ricorso a mercati terzi solo in caso di urgenza. Il pacchetto, approvato con ampia maggioranza, sarà coperto attraverso modifiche al bilancio pluriennale e agli strumenti dedicati a Kiev. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha parlato di continuità politica e strategica, ribadendo che “un’Ucraina forte rende l’Europa più sicura”.

Per la presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola il voto rappresenta “un’ancora vitale” per garantire servizi essenziali e capacità difensive. Bruxelles ha inoltre annunciato un’alleanza industriale sui droni con Kiev per mettere in rete imprese e innovatori europei e ucraini, nell’ambito del piano Ue contro le minacce dei sistemi senza pilota. Mosca, intanto, torna ad avvertire sull’uso degli asset congelati. Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov, intervenendo alla Duma, ha dichiarato che “per arrivare alla pace c’è ancora molta strada da fare” e ha ribadito che la Russia non rinuncerà a contestare l’impiego degli interessi maturati sui propri beni bloccati in Europa, ritenuto illegittimo dal Cremlino.

Fiducia al dl Ucraina

La Camera ha accordato la fiducia al decreto Ucraina con 207 voti favorevoli, 119 contrari e 4 astenuti. Il provvedimento proroga per il 2026 l’autorizzazione alla cessione di mezzi ed equipaggiamenti militari a Kiev, rinnova i permessi di soggiorno per i cittadini ucraini in Italia e introduce tutele per i giornalisti impegnati nelle aree di crisi. La fiducia, posta dal ministro della Difesa Guido Crosetto, ha blindato la maggioranza dopo le tensioni nel centrodestra. La coalizione ha votato compatta, inclusi i deputati vicini a Roberto Vannacci, nonostante le frizioni con la Lega di Matteo Salvini. Le opposizioni hanno accusato il governo di usare la fiducia per gestire equilibri interni più che per esigenze procedurali.

Sul terreno

Nuovi attacchi hanno segnato la giornata. A Leopoli due missili balistici russi sono stati intercettati dalle difese aeree senza vittime. Più grave il bilancio nella regione di Kharkiv, dove un bombardamento su un’abitazione ha causato quattro morti, tra cui tre bambini. Nel Donetsk le forze russe avrebbero consolidato posizioni nei pressi di Kostiantynivka, mentre Kiev rivendica la tenuta del fronte. Droni ucraini hanno colpito la regione russa di Volgograd, provocando incendi in un sito industriale indicato da media ucraini come una raffineria. Le autorità locali parlano di danni a edifici civili e strutture produttive e sostengono che la maggior parte dei velivoli sia stata abbattuta.

Elezioni e referendum

Sul fronte politico interno, il Financial Times riferisce che il presidente Volodymyr Zelensky potrebbe annunciare il 24 febbraio elezioni presidenziali e un referendum su un eventuale accordo di pace. L’ipotesi viene collegata alle pressioni dell’amministrazione di Donald Trump per definire un calendario chiaro verso la fine del conflitto. Secondo le stesse fonti, organizzare il voto in tempo di guerra resterebbe complesso senza un cessate il fuoco o garanzie di sicurezza minime. Il portavoce del Cremlino ha invitato alla prudenza, sottolineando che non vi sono conferme ufficiali.

Polemiche sul reclutamento di africani

Sul piano internazionale emergono nuove polemiche sul reclutamento di cittadini africani nelle file russe. Il governo del Kenya ha definito “inaccettabile” che propri cittadini siano stati attratti in Russia con promesse di lavoro civile per poi essere inviati al fronte. Anche il Sudafrica ha avviato contatti con Mosca per il rimpatrio di connazionali coinvolti nei combattimenti.

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