Jack Lang, ex ministro della Cultura e figura storica della politica francese, si è dimesso dalla presidenza dell’Arab World Institute dopo la pubblicazione di una serie di documenti che attesterebbero uno scambio di corrispondenza con Jeffrey Epstein.
Le rivelazioni, emerse attraverso nuovi atti resi pubblici negli Stati Uniti, hanno scatenato un’ondata di polemiche che ha rapidamente travolto l’istituzione culturale parigina, spingendo Lang a lasciare l’incarico che ricopriva dal 2013.
Secondo quanto riportato da diversi media internazionali, i documenti includerebbero email e contatti risalenti agli anni precedenti alla condanna di Epstein per reati sessuali. Non emergono, al momento, elementi che colleghino Lang alle attività criminali del finanziere americano, ma la sola presenza del suo nome tra i contatti ha alimentato pressioni politiche e mediatiche difficili da ignorare.
L’ex ministro ha definito la vicenda “strumentalizzata” e ha ribadito di non aver mai avuto rapporti impropri con Epstein, spiegando che la corrispondenza riguardava esclusivamente inviti istituzionali e scambi formali. La decisione di dimettersi è arrivata dopo un confronto con il consiglio di amministrazione dell’Arab World Institute, che ha riconosciuto la necessità di tutelare la reputazione dell’istituzione in un momento di forte esposizione pubblica.
L’Istituto, punto di riferimento per il dialogo culturale tra Francia e mondo arabo, teme che la vicenda possa offuscare anni di lavoro diplomatico e culturale. Alcuni membri del personale hanno espresso preoccupazione per l’impatto sull’immagine internazionale dell’ente, già messo alla prova da tagli di bilancio e tensioni interne. La politica francese osserva con attenzione. Se da un lato diversi esponenti hanno invitato alla prudenza, dall’altro cresce il dibattito sulla necessità di maggiore trasparenza nelle istituzioni culturali e sui rapporti intrattenuti negli anni da figure pubbliche con Epstein.



