Quando dieci anni fa uscì nei cinema La La Land di Damien Chazelle il pubblico rimase incantato di fronte a un musical capace di raccontare il cinema, i sogni e le passioni in maniera quasi fiabesca. Ma quando nel 2022 lo stesso regista portò sul grande schermo Babylon, mostrando l’altra faccia della medaglia di quel mondo dorato, gli spettatori e la critica si divisero di fronte a un ritratto dell’industria cinematografica feroce e senza filtri, che in parte ancora oggi risulta attuale.
Due film diversissimi, eppure profondamente legati. Da un lato la celebrazione di Hollywood, dall’altro la sua decostruzione. La genialità del regista premio Oscar sta proprio in questa sua capacità di illuminare lati nascosti del presente raccontando il passato.
Le differenze
La La Land, attraverso la storia d’amore di Mia e Sebastian, racconta il cinema nella sua dimensione da sogno e suoi vividi colori trasportano lo spettatore all’interno di una fiaba. Mia ama il cinema, vuole diventare un’attrice e desidera una carriera simile a quella delle grandi dive del passato. Nonostante i continui rifiuti, la ragazza non molla mai. La sua perseveranza dimostra come la “fabbrica dei sogni” sia sempre capace, prima o poi, di aprire le porte a chi non smette mai di crederci. La versione di Hollywood che Chazelle offre è quella di un luogo dove tutto è possibile. Anche se sotto questa bellezza patinata si nascondono i sacrifici, i compromessi e le rinunce personali che ogni attore deve compiere per riuscire a fare ciò che desidera. Ogni sogno, inevitabilmente, ha un prezzo.
Babylon, invece, ribalta la prospettiva. Non solo racconta quello che accade dietro la macchina da presa, ma anche il lato nascosto dell’industria cinematografica. Ambientato negli Anni ‘20, durante il passaggio tra cinema muto e sonoro, il film mostra gli scandali, la frenesia, la follia, le feste a base di droga, il menefreghismo di molti. Babylon rivela un’industria capace di creare icone e distruggerle quando non servono più. Chazelle mostra la fragilità della fama e l’indifferenza di un mondo capace di celebrarti un giorno e dimenticarti quello dopo.
Hollywood oggi e i suoi scandali
Oggi più che mai, in un periodo storico in cui c’è più consapevolezza, attenzione e non vengono più accettate dinamiche tossiche e abusi di ogni tipo, La La Land e Babylon offrono spunti di riflessione sulla dualità dell’industria cinematografica. Da un lato un mondo capace di mantenere ancora in vita il mito del cinema, delle star e delle maestranze capaci di trasformare i sogni in immagini; dall’altro un’industria che nasconde un prezzo alto da pagare per chi vuole ottenere fama, successo, risultati.
Questa ambivalenza continua a esistere anche nella realtà odierna, in cui gli scandali sono all’ordine del giorno. Ne è un esempio eclatante il caso Weinstein. Il produttore cinematografico fu accusato nel 2017 di molestie sessuali nei confronti di alcune attrici, tra le quali Ashley Judd, Rose McGowan e Asia Argento. Proprio tale circostanza ha dato inizio al movimento femminista Me Too contro le molestie sessuali e le violenze, soprattutto nell’ambiente lavorativo.
Più recentemente, il caso di Sean “Diddy” Combs. Il produttore musicale è stato accusato di traffico sessuale, violenza fisica e sessuale e associazione a delinquere. Dopo l’inizio delle indagini sono emersi dettagli sulle sue feste private, chiamate “freak offs”. Secondo i procuratori durante questi party le vittime venivano drogate e costrette a rapporti sessuali con diversi uomini. Si dice che a molte di queste feste partecipassero anche personalità del settore cinematografico oltre che musicale. A luglio 2025 Combs è stato assolto dalle accuse di traffico sessuale e associazione a delinquere, ma è stato condannato a oltre quattro anni di carcere per reati legati alla prostituzione.
E arriviamo alla docuserie del 2024 “Quiet on Set: The Dark Side of Kids TV”, che ha rivelato comportamenti tossici e abusivi nei confronti di giovani star del canale televisivo per bambini Nickelodeon, come Drake Bell, da parte di persone della produzione.
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