Lo scontro tra Elon Musk e il governo spagnolo si è acceso dopo che il Primo Ministro ha annunciato un piano per vietare ai minori di 16 anni l’accesso ai social media e introdurre nuove restrizioni sui contenuti d’odio online. Una proposta che l’imprenditore statunitense ha definito “tirannica”, accusando Madrid di voler instaurare un controllo statale sulle piattaforme digitali e di minare la libertà di espressione. Le sue parole, diffuse su X, hanno immediatamente alimentato un dibattito internazionale, con reazioni contrastanti tra chi vede nelle misure spagnole una tutela necessaria e chi teme derive censorie. Il governo ha difeso il progetto come una risposta urgente ai rischi legati all’uso precoce dei social, citando studi su dipendenze digitali, cyberbullismo e impatti sulla salute mentale degli adolescenti. La proposta prevede l’obbligo per le piattaforme di verificare l’età degli utenti, limitare algoritmi che amplificano contenuti violenti o discriminatori e introdurre sanzioni per chi non rispetta le nuove norme. Secondo Madrid, l’obiettivo non è limitare la libertà di parola, ma proteggere i minori da un ecosistema digitale sempre più aggressivo. Musk, però, sostiene che simili interventi aprano la strada a un controllo governativo eccessivo, soprattutto se accompagnati da norme che impongono alle piattaforme di rimuovere rapidamente contenuti classificati come “d’odio”. L’imprenditore teme che definizioni troppo ampie possano essere usate per colpire opinioni scomode o critiche politiche. Le sue dichiarazioni hanno trovato eco tra alcuni gruppi che difendono la libertà digitale, mentre altri osservatori ricordano che X è già sotto indagine in diversi Paesi europei per presunte violazioni delle norme sulla sicurezza online. La Spagna, dal canto suo, non sembra intenzionata a fare marcia indietro.



