Il valico di Rafah, principale punto di collegamento tra la Striscia di Gaza e l’Egitto, è stato riaperto in via sperimentale dopo mesi di chiusura, ma senza consentire ancora il transito effettivo di civili. Secondo quanto riferito da fonti egiziane e israeliane, la giornata è stata dedicata a test tecnici e logistici, con la supervisione di rappresentanti dell’Unione europea, dell’Egitto e dell’amministrazione israeliana responsabile del coordinamento civile nei Territori. Il passaggio delle persone dovrebbe iniziare oggi, con criteri restrittivi e numeri limitati. Le autorità coinvolte hanno chiarito che, nella fase iniziale, sarà consentita l’uscita quotidiana di circa 150 residenti da Gaza, a fronte di un numero nettamente inferiore di ingressi. L’accesso resterà riservato esclusivamente ai residenti autorizzati, sottoposti a controlli di sicurezza israeliani. È prevista anche l’entrata graduale di membri del comitato tecnico palestinese incaricato dell’amministrazione civile della Striscia, mossa interpretata come un segnale di distensione nei confronti degli Stati Uniti. Resta invece incerto il calendario per una riapertura regolare e su larga scala di un valico che, prima della guerra, rappresentava una linea vitale per persone e merci.
Raid nella Striscia e allarme umanitario
Sul terreno, tuttavia, la situazione resta critica. Nelle stesse ore in cui veniva avviata la fase pilota di Rafah, nuovi raid israeliani hanno colpito diverse aree della Striscia, causando almeno 32 morti secondo fonti locali. Le autorità sanitarie palestinesi hanno aggiornato il bilancio complessivo delle vittime dall’inizio del conflitto, indicandolo in 71.769 morti e oltre 171 mila feriti. Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco dello scorso ottobre, gli attacchi avrebbero comunque causato centinaia di nuove vittime, alimentando accuse di violazioni ripetute della tregua.Le organizzazioni umanitarie segnalano un deterioramento rapido delle condizioni di sicurezza. Save the Children ha denunciato che l’intensità dei bombardamenti nelle ultime 24 ore è stata la più elevata degli ultimi mesi, con un impatto particolarmente grave sui bambini. In questo contesto, Israele ha annunciato la cessazione delle attività di Medici Senza Frontiere a Gaza, motivando la decisione con il mancato invio degli elenchi del personale locale. L’organizzazione dovrà interrompere le operazioni e lasciare la Striscia entro la fine di febbraio, una scelta che ha sollevato forti critiche sul piano umanitario.
Attacchi e arresti tra Libano e Siria
Le tensioni si estendono anche oltre Gaza. Ieri l’esercito israeliano ha condotto un attacco aereo nel sud del Libano, colpendo un presunto agente di Hezbollah nella località di Doueir. Parallelamente, in Siria, le autorità hanno annunciato lo smantellamento di una cellula ritenuta responsabile di recenti attacchi a Damasco, sostenendo che armi e droni sequestrati sarebbero riconducibili al movimento sciita libanese. Secondo la versione ufficiale, le indagini confermerebbero legami con reti di rifornimento transfrontaliere, rese più fragili dopo il cambio di potere a Damasco e la chiusura di diverse rotte clandestine.
Israele Usa e focus sull’Iran
Sul piano strategico, il capo di Stato maggiore israeliano ha effettuato nei giorni scorsi una visita a Washington, dove ha incontrato vertici militari statunitensi per discutere scenari regionali e coordinamento della difesa, con particolare attenzione alle tensioni con l’Iran. Incontri analoghi avevano coinvolto anche i responsabili dell’intelligence militare, segnalando un’intensificazione del dialogo tra Israele e Stati Uniti su possibili sviluppi futuri.
Qatar accusa Israele
Intanto, sul fronte diplomatico, il Qatar ha condannato i raid israeliani più recenti, definendoli una pericolosa escalation che rischia di compromettere gli sforzi di mediazione in corso. Doha, insieme al Cairo e a Washington, resta tra gli attori chiave nel tentativo di mantenere in vita un cessate il fuoco sempre più fragile, mentre sul terreno la violenza continua a mettere in discussione ogni prospettiva di stabilizzazione.



