Il tema della riforma costituzionale è uno degli argomenti che chiaramente più stanno a cuore al Ministro della Giustizia Carlo Nordio che anche stamattina è tornato sulla vicenda. E il suo pensiero non cambia: essa non compromette l’indipendenza della magistratura. E oggi, direttamente dalla Corte di Cassazione dove era presente per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha richiamato la nuova formulazione dell’articolo 104 della Costituzione: la magistratura resta un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere, articolato nelle carriere giudicante e requirente. Ha poi respinto le interpretazioni che attribuiscono al legislatore l’intenzione di subordinare la magistratura al potere esecutivo.
Presente all’inaugurazione anche il Primo Presidente della Cassazione Pasquale D’Ascola che colto l’occasione per sottolineare che l’attenzione della magistratura è rivolta alla tutela effettiva dell’autonomia e dell’indipendenza della giurisdizione, considerate condizioni necessarie per l’imparzialità del giudice e per l’attuazione del principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione.
Conflittualità
Per il Procuratore generale della Cassazione Pietro Gaeta ha voluto evidenziare invece il livello di conflittualità raggiunto nel rapporto tra magistratura e politica, un qualcosa che non è adeguato a un sistema democratico. Da qui la sua richiesta di superare semplificazioni e contrapposizioni perché le riforme della giustizia richiedono confronto istituzionale, tempi lunghi e soluzioni condivise. Gaeta ha poi osservato che l’attenzione pubblica si è concentrata sul processo e su singoli esiti, a discapito della riflessione sul suo fine generale, ossia l’applicazione del diritto nel caso concreto. Serve invece, ha concluso, un recupero di razionalità e equilibrio nel dibattito istituzionale.



