Sir Keir Starmer ha confermato la ripresa dei colloqui con gli Stati Uniti sull’accordo relativo alle Isole Chagos, il territorio dell’Oceano Indiano al centro di una delle più delicate dispute geopolitiche tra Londra, Washington e Mauritius. La decisione arriva dopo settimane di tensioni, alimentate dalle critiche del presidente americano Donald Trump, che aveva definito “una grande stupidità” la scelta britannica di restituire la sovranità dell’arcipelago a Mauritius, mettendo in discussione il futuro della base militare congiunta di Diego Garcia . Il governo britannico, sotto pressione sia interna sia internazionale, aveva sospeso il processo legislativo per formalizzare la cessione, rinviando il dibattito parlamentare a tempo indeterminato. Secondo fonti di Londra, la mossa è stata dettata proprio dall’intervento diretto di Washington, preoccupata per le implicazioni strategiche di un eventuale trasferimento di sovranità su un avamposto considerato cruciale per le operazioni americane nell’Indo‑Pacifico . Starmer, nel confermare la riapertura del dialogo con gli Stati Uniti, ha sottolineato la necessità di “un approccio coordinato e responsabile”, capace di garantire la continuità operativa della base e al tempo stesso rispettare gli impegni internazionali del Regno Unito. La questione resta però politicamente esplosiva: la restituzione delle Chagos a Mauritius era stata presentata come un atto di riparazione storica, dopo decenni di contenziosi e sentenze internazionali sfavorevoli a Londra. La ripresa dei colloqui segna dunque un nuovo capitolo in un dossier che intreccia diritto internazionale, equilibri militari e rapporti bilaterali. Per Starmer, il rischio è quello di apparire schiacciato tra le pressioni americane e le aspettative della comunità internazionale; per Washington, l’obiettivo è preservare un asset strategico senza incrinare l’alleanza con Londra.



