Mentre sul terreno la guerra continua a colpire città, infrastrutture e civili, Kiev prova a tenere insieme resistenza militare, tenuta sociale e pressione diplomatica. È in questo contesto che Volodymyr Zelensky, partecipando ieri alla commemorazione dell’Olocausto a Babyn Yar, ha ricordato che “quando l’odio non viene fermato, l’indifferenza degli altri diventa parte della catastrofe”. Un messaggio che il leader ucraino collega direttamente all’attualità: senza unità e pressione sull’aggressore, avverte Kiev, la guerra rischia di prolungarsi.
Nella notte tra domenica e lunedì, le forze russe hanno lanciato un nuovo massiccio attacco con droni e artiglieria contro diverse regioni ucraine. Secondo le autorità locali, i raid hanno causato almeno sette morti e decine di feriti. A Odessa, colpita da circa cinquanta droni, sono stati recuperati tre corpi sotto le macerie e i feriti sono saliti ad almeno 35, tra cui due bambini e una donna incinta al termine della gravidanza.
Nell’est del Paese, a Sloviansk, una bomba planante ha ucciso una coppia di quarantenni e ferito il figlio ventenne, mentre vittime si registrano anche nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia. In totale, la Russia ha lanciato 165 droni contro l’Ucraina, 135 dei quali sono stati intercettati. L’offensiva ha avuto un impatto diretto sui servizi essenziali. A Kharkiv, il sindaco Ihor Terekhov ha riferito che circa il 40% delle utenze è rimasto senza elettricità: “L’obiettivo è creare una zona grigia, spingere le persone ad abbandonare la città”. A Kiev, secondo quanto comunicato da Zelensky, 926 edifici risultano ancora privi di riscaldamento, nonostante l’invio di generatori supplementari e il lavoro continuo delle squadre di emergenza.
Guerra energetica
In questo contesto, la compagnia statale Naftogaz ha denunciato un nuovo attacco a una propria struttura nella regione occidentale di Leopoli, il quindicesimo dall’inizio dell’anno. L’impianto, nell’area di Brody, è stato colpito provocando un incendio e l’interruzione delle operazioni. Se confermato, si tratterebbe di uno dei rari casi in cui la Russia colpisce infrastrutture collegate all’oleodotto Druzhba, che trasporta petrolio verso l’Europa orientale.
Kiev cerca intanto di compensare le perdite aumentando le importazioni: Polonia e Ucraina hanno concordato un incremento graduale della capacità di trasporto di gas a partire da febbraio. Secondo osservatori ucraini, la combinazione tra bombardamenti, blackout e incertezza diplomatica sta mettendo sotto pressione anche il fronte interno, costringendo il governo a bilanciare lo sforzo bellico con il rischio di stanchezza sociale e tensioni politiche.
Nodi diplomatici, Mosca, Washington e Ue
La situazione diplomatica resta irrisolta. Mosca ha ribadito che “il ritiro dal Donbas è la via verso la pace”, una linea che Kiev considera inaccettabile e che arriva mentre i combattimenti proseguono. Parallelamente, un’inchiesta del Financial Times ha sostenuto che Washington avrebbe subordinato eventuali garanzie di sicurezza per Kiev all’accettazione di concessioni territoriali a favore della Russia. Una ricostruzione definita “totalmente falsa” dalla Casa Bianca, che ha ribadito come il ruolo degli Stati Uniti sia limitato a facilitare il dialogo.
Mosca ha però colto l’occasione per rilanciare la propria posizione, mentre Zelensky continua a indicare l’integrazione europea come perno della sicurezza futura. Dopo un colloquio con il cancelliere austriaco, il presidente ucraino ha ribadito che “l’adesione dell’Ucraina all’Unione europea entro il 2027 è una delle garanzie fondamentali di sicurezza non solo per noi, ma per tutta l’Europa”. I negoziati trilaterali tra Ucraina, Russia e Stati Uniti dovrebbero riprendere il 1° febbraio, anche se Kiev teme che Mosca possa usarli per guadagnare tempo e ridurre la pressione internazionale.
Allarme sicurezza e riarmo nel Nord Europa
Le preoccupazioni per la sicurezza si estendono oltre il conflitto. Un membro del consiglio direttivo della Banca centrale europea ha avvertito che l’Eurozona deve prepararsi a nuovi shock, “compresa una possibile aggressione russa”, sottolineando la necessità di sistemi finanziari e di pagamento resilienti. Sul piano militare, il parlamento norvegese ha approvato un piano da due miliardi di dollari per l’acquisto di artiglieria a lungo raggio, rafforzando la deterrenza Nato nell’Artico. Intanto, le tensioni politiche si riflettono anche nei rapporti intraeuropei: l’Ungheria ha convocato l’ambasciatore ucraino accusando Kiev di interferenze nel processo elettorale interno, mentre la presidente moldava Maia Sandu ha parlato di una “guerra ibrida” fatta di disinformazione e pressioni politiche.



