Al Quirinale nel Giorno della Memoria il Presidente solidarizza con Liliana Segre. Meloni denuncia la responsabilità del fascismo, il Papa richiama la Chiesa al no a ogni discriminazione
Basta odio, stop al razzismo e all’antisemitismo da combattere. Tre obiettivi da perseguire affinché il ‘Giorno della Memoria’, celebrato ieri al Quirinale, abbia davvero un senso. E le più alte cariche dello Stato si sono strette unite su un tema alquanto delicato e sentito soprattutto nel nostro Paese, mai completamente unito su questo argomento. Chiaro, per esempio, il monito di Sergio Mattarella direttamente dal Quirinale: “Nella Repubblica non c’è posto per il veleno dell’odio razziale, per i germi della discriminazione, per l’antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per chi predica la violenza e coltiva ideologie di oppressione e sopraffazione”.
Parole dure, come nel suo stile, soprattutto nei confronti dello sterminio nazista culminato nell’orrore di Auschwitz che il Presidente ha definito come il “frutto avvelenato di una grande, rovinosa menzogna”: ossia quella che pretende di stabilire gerarchie tra gli esseri umani, classificazioni di superiorità e inferiorità, fino a negare dignità, diritti e valore alla vita stessa.Una bugia che ha trovato nella Shoah la sua espressione più mostruosa.
Repubblica contro le ideologie disumane
Ma il Capo dello Stato ha parlato anche delle responsabilità del Belpaese del passato tra discriminazione, persecuzione e deportazione degli ebrei italiani, tutti traditi dalle leggi razziali volute dal fascismo e dalla complicità di settori della monarchia, delle istituzioni e di parte della società. E da qui Mattarella ha colto l’occasione per ricordare che proprio quest’anno si celebrano gli 80 anni della Repubblica che insieme alla Costituzione “sono nate contro le ideologie disumane e sanguinarie che avevano avvelenato la prima metà del Novecento”. Mattarella è poi tornato a parlare della Shoah che non deve essere solo un evento storico da ricordare, ma un avvertimento permanente. E lo hjìa fatto citando di Elena Loewenthal ed Elie Wiesel e quel “buio” della ragione, della morale e dell’umanità, di quella notte senza stelle in cui vennero cancellate identità, storie e affetti di migliaia di persone. E a quel “buio”, per il Capo dello Stato, bisogna stare attenti perché “si insinua nel profondo dell’animo umano”.
Il Presidente è poi tornato a parlare del modo in cui la Shoah si sia diffusa nel Paese, e cioè attraverso una propaganda capace di sfruttare pregiudizi antichi e di trasformarli in leggi, persecuzioni e sterminio. Tutte menzogne che in pratica hanno nutrito i totalitarismi del Novecento e che continuano ad alimentare ancora oggi razzismo, antisemitismo e le azioni dei despoti e degli aggressori.
La presenza della Segre
Mattarella ha poi voluto dedicare un passaggio del suo messaggio alla Senatrice a vita Liliana Segre che ancora oggi è vittima di insulti “volgari e imbecilli”, ma anche pericolosi e tali da richiedere un’azione rigorosa delle autorità, anche a livello europeo: “A lei va la solidarietà, la stima e l’affetto della Repubblica”. La stessa Senatrice, anche lei al Quirinale, ha poi preso la parola e si è detta incredula e smarrita di fronte all’esibizione della prepotenza allo stato puro: “Viviamo in uno stato di inquietudine che evoca in me lontani ricordi, tutto ci appare più fragile, precario, non che prima il diritto internazionale fosse davvero rispettato, ma costituiva una cornice. In questo momento critico abbiamo una speranza che si chiama Europa”. Da qui l’appello all’Ue che deve “dimostrarsi all’altezza delle sfide, orgogliosa comunità di democrazie”. Una chiusa dolceamara, quella della Segre: “Il Giorno della Memoria non è per gli ebrei, serve per ricordare cosa fecero l’Italia fascista e la Germania nazista, è per ricordare i carnefici, ma anche i giusti”.
Complicità fascista
Parole molto importanti anche quelle scritte da Giorgia Meloni che tramite una nota ha ricordato come, con l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz 81 anni fa, il mondo vide l’abisso della Shoah: una macchina di morte sistematica, concepita per cancellare dall’Europa ogni traccia della presenza ebraica. E il Primo Ministro ha condannato la complicità del regime fascista, le leggi razziali del 1938 e le deportazioni, “una pagina buia della storia italiana”. Altro capitolo trattato dal Premier, quello dell’antisemitismo, qualcosa “non ancora definitivamente sconfitto” e che anzi oggi è tornato a diffondersi con forme nuove e anche virulente. Da qui l’impegno dello stesso Governo affinché possa essere contrastato definitivamente. Ha utilizzato i social anche il Presidente della Camera Lorenzo Fontana il quale ha ricordato “milioni di vite innocenti spezzate dal nazifascismo” e ha poi reso onore a chi scelse l’umanità contro l’indifferenza.
Sulla Giornata della Memoria è intervenuto su X anche PapaLeone XIV, che ha voluto ricordare che la Chiesa “rimane fedele alla posizione ferma della Dichiarazione #NostraAetate contro tutte le forme di antisemitismo e respinge qualsiasi discriminazione o molestia per motivi etnici, di lingua, nazionalità o religione”.
Mattarella negli Emirati Arabi
Da segnalare infine che Sergio Mattarella da ieri (fino a domani) è in visita di Stato negli Emirati Arabi Uniti, con tappe ad Abu Dhabi e Dubai: oggi incontrerà il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sua Altezza Mohamed bin Zayed al Nahyan, che lo scorso febbraio è stato in visita al Quirinale.



